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Quello che Lutero
ci insegna

· Intervista al cardinale Koch ·

«In Lutero la questione di Dio e il cristocentrismo del suo annuncio sono fondamentali e molto positivi: e noi cattolici abbiamo ancora da imparare su questi temi». A poche ore dalla partenza del Papa per Lund, in Svezia, il cardinale presidente del Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani, Kurt Koch, torna sull’importanza della commemorazione comune, tra cattolici e luterani, del quinto centenario della riforma.

Lo fa in un’intervista pubblicata il 29 ottobre sul «Giornale del Popolo», quotidiano cattolico svizzero, nella quale viene ribadito, come di recente ha affermato Papa Francesco, che l’«intenzione originaria» del padre della Riforma non era quella «rompere l’unità e di creare nuove Chiese», bensì era «incentrata sui modi di annunciare Dio». Poi, certamente, la storia ha preso anche altre direzioni. E sono nate le divisioni e le sanguinose guerre di religione. Da un punto di vista storico, sicuramente, «le colpe stanno da tutte e due le parti». E, riconosce il porporato, «anche la Chiesa cattolica a quel tempo non era aperta al rinnovamento chiesto da Lutero, come già aveva affermato Papa Adriano vi nel suo messaggio alla dieta di Norimberga del 1522-1523, quando chiese scusa per il comportamento inammissibile della Curia romana». Per questo, osserva Koch, «è difficile dire “festeggiare”, meglio “commemorare”».

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16 giugno 2019

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