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Quell’immenso oceano che abbraccia tutto il mondo

· I Musei Capitolini ospiteranno nel febbraio 2012 la mostra «Lux in arcana» dell’Archivio Segreto Vaticano ·

Il 5 luglio nella Sala Stampa della Santa Sede è stata presentata la mostra «Lux in arcana. L’Archivio Segreto Vaticano si rivela», che sarà allestita ai Musei Capitolini nel febbraio 2012. Pubblichiamo quasi integralmente gli interventi del cardinale segretario di Stato, del cardinale Farina, archivista e bibliotecario di Santa Romana Chiesa, e del vescovo Pagano, prefetto dell’Archivio Segreto Vaticano

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Sono lieto di portare il mio saluto beneaugurante a una mostra, che oggi si presenta alla stampa, certamente molto impegnativa, per nulla facile né da pensarsi, né da organizzarsi, perché l’oggetto stesso della mostra — l’Archivio Segreto Vaticano — è una realtà complessa, vastissima (fu definito un oceano) che abbraccia tutto il mondo occidentale prima, e il Nuovo Mondo poi e tutti i continenti, nei quali la Chiesa cattolica si è diffusa e radicata.
La complessità naturale della mostra è venuta forse accresciuta dall’averla voluta fuori del Vaticano, sul Colle del Campidoglio, che così salde ragioni ha avuto e mantiene con la Roma imperiale e poi con la città papale lungo i secoli.
Si trattava infatti di accordare le forze dell’Archivio Segreto Vaticano, che — se mi è lecito e per quanto mi risulta — in campo scientifico sono di prim’ordine, e le forze di Roma Capitale, dei Musei Capitolini e quindi della Sovrintendenza archivistica e museale del Comune di Roma.
Ma io penso che — come sempre — nelle difficoltà e nella fatica inevitabile di accomunare diverse visioni, si cresce: il dialogo, lo scambio di esperienze, la discussione scientifica migliora sovente le finalità alle quali si tende con spinte diverse.
Così penso che sia avvenuto anche per la prima fase di progettazione della mostra e avverrà certamente nel prosieguo della preparazione.
Non spetta a me entrare nei dettagli della mostra, ovviamente. A me compete però il piacere di lodare un progetto culturale di altissimo livello, che supera anche gli stereotipi delle due sponde del Tevere; l’ambito culturale fa sempre giustizia dei luoghi comuni o delle polemiche; l’approfondimento della storia (come ho già avuto modo di dire nelle celebrazioni di Porta Pia lo scorso settembre 2010) fa più sensibili le persone nella ricerca anzitutto della verità e poi del bene comune.
In questa mostra si sposeranno, io credo assai bene, i documenti vaticani esposti e la sede dell’esposizione, le magnifiche sale del Palazzo dei Conservatori — in certo modo anch’esse papali — un monumento di storia civile nella Roma dei Papi, com’è stato scritto.
Mi piace pensare che questa voluta condivisione dell’iniziativa fra Archivio Vaticano, Comune di Roma, Roma Capitale e Musei Capitolini abbia anche il merito di innalzare i visitatori della mostra, romani e non romani, a un livello civile e culturale ricco di frutti personali, sicché chi salirà le ampie scalinate sorvegliate dai Dioscuri per recarsi alla mostra, possa poi discenderle, dopo la visita a tanti preziosi cimeli documentari coinvolti in atmosfere di epoche e personaggi — anche mediante i nuovi mezzi mediatici — con animo pieno di ammirazione e riconoscenza tanto alla città di Roma, dove Cristo è Romano, quanto alla Chiesa cattolica che ha salvaguardato, curato, illustrato e messe a disposizione reliquie così preziose della Chiesa e del mondo della cultura, o, se si preferisce, della cultura diffusa dalla Chiesa nel mondo.
Niente quindi di più appropriato che il titolo della mostra: «Lux in arcana», dove gli arcana non sono da intendersi come arcana imperi, ovvero i segreti del governo, ma i reconditi e vasti ambienti degli archivi, per loro natura gelosi, protettivi, vigili, anzi sospettosi verso il loro tesoro di storia.
Che la luce dunque non si spenga nella mostra lungo i sette mesi previsti della sua durata, e che gli arcana siano pertanto illuminati e il visitatore possa vedere i veri tesori dell’Archivio Segreto Vaticano, che sono le sue innumerevoli carte, pergamene, codici, manoscritti, atti e documenti, posti dai Pontefici di Roma, ormai da quattro secoli, a servizio degli storici e dei dotti.

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