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Quelli della cravatta solidale

· A Lille i Piccoli fratelli di Gesù aiutano anche chi non ha un abito per presentarsi a un colloquio di lavoro ·

«Viviamo in un quartiere popolare di Lille-Sud, condividendone la vita, le difficoltà, le miserie e i limiti. Ma con qualche successo». Fratel Marco, religioso dei Piccoli fratelli di Gesù, insieme a due confratelli anima da qualche anno una comunità parrocchiale nella periferia cittadina del capoluogo dell’Alta Francia, nel nord del paese. «Non abbiamo il classico sportello per parlare con la gente, ma abbiamo la porta sempre spalancata, e molte famiglie si rivolgono a noi per sbrigare pratiche amministrative, visto che la maggioranza non ha dimestichezza con le moderne tecnologie. Ovviamente sono tutti molto soddisfatti; ma ho l’impressione che la maggior parte abbia bisogno non tanto di questo, quanto di attenzione, di amicizia, di fiducia, di rispetto, di calore umano, di stima senza condizioni. Ingredienti che la periferia (e non solo essa) non sempre offre».

Testimonianza di solidarietà al funerale di una persona morta in solitudine

Fratel Marco riconosce «la fortuna di vivere in una Chiesa locale che, pur trovandosi lontano dal centro, ha gruppi e comunità cristiane impegnate, affiancate da una preoccupante scristianizzazione e una rilevante presenza musulmana». Da qui l’invito della diocesi a tutte le persone di buone volontà per accompagnare i poveri, gli anziani soli, i malati, i lontani, i bisognosi e i catecumeni. «Abbiamo accettato volentieri e una volta al mese, insieme a una madre di famiglia, incontriamo due o tre adulti che si preparano al battesimo. Si tratta specialmente di donne tra i venti e i quarant’anni, spesso con una storia personale difficile, ma con gli occhi ridenti per la scoperta che stanno facendo e per quella specie di sete e di fiducia viva che le anima», spiega.

Per quest’attività vengono usate come sussidi delle schede chiamate «Incontri con Gesù». Sono strutturate su brani di vangelo che parlano della sequela di Cristo; «così scopriamo insieme lo stile di Gesù, il suo modo di essere e di agire, nonché il volto di Dio che egli propone», commenta il seguace del beato Charles de Foucauld. La gente capisce molto bene che essere cristiani «non significa ingoiare un insieme di dottrine, ma significa incontrare una persona viva e presente nella famiglia e nel quartiere. Ricordo che una neo-battezzata, camerunese, al termine della veglia pasquale, per mostrare la sua gioia dell’incontro con Cristo, improvvisò una danza che coinvolse prima la sua famiglia e poi gran parte dell’assemblea. Mai visto e sentito un Alleluia commentato così bene».

Piccolo fratel Marco riconosce di aver faticato un po’ ad accettare di far parte della redazione di un giornale parrocchiale che si stampa tre volte l’anno e che un gruppo di volontari infila in 6.500 cassette postali. «Vogliamo offrire — dice — uno sguardo sul mondo; non tanto, e non solo, di quello lontano e cristiano, ma di quello vicino; di quello in cui si vive e che molti non conoscono. Parliamo delle ricchezze del quartiere; del lavoro delle associazioni; degli atti di solidarietà; dei progetti comuni; della soddisfazione di vivere insieme, servendoci di interviste che danno voce a coloro cui spesso è negata, e cercando di far scoprire che la vita non è così banale come si vorrebbe far credere».

La pubblicazione piace, soprattutto perché offre molte occasioni di incontro, favorite pure dal tessuto associativo del quartiere in cui non mancano club sportivi, doposcuola, biblioteca, centro della promozione della donna e… “la cravatta solidale”, un’associazione che aiuta le persone a prepararsi ai colloqui di lavoro non solo simulando le possibili domande e risposte, ma tenendo anche conto dell’impatto visivo: vestiti nuovi offerti gratuitamente da boutique locali. Novità assoluta — e molto umana — è la collaborazione con l’associazione Magdala che ha dato vita al collettivo «memoria-fraternità» non solo per accompagnare persone in difficoltà, ma anche assicurare loro una sepoltura degna, soprattutto presenziando ai funerali di quelle più sole.

In Francia la legge obbliga le amministrazioni municipali a interessarsi della sepoltura di chi muore nel loro territorio e che non ha risorse sufficienti per il funerale. Un tempo a Lille questi funerali si facevano tra lusco e busco, all’insaputa di tutti, e la bara era inumata in una fossa comune. Il gruppo di volontari amici dei Piccoli fratelli ha perciò deciso di cancellare questa tradizione offensiva della dignità umana. Contattando comune e imprese di pompe funebri, hanno ottenuto di essere avvertiti di decessi simili perché si vuol garantire una presenza e una sepoltura umana. Generalmente i partecipanti sono cristiani, ma il funerale è sempre “laico”, eccetto quando i parenti chiedono quello cattolico o musulmano.

«Io faccio parte del gruppo che si occupa della celebrazione presso la tomba e che prevede una breve riflessione accompagnata da qualche particolare della vita del defunto. Ovviamente non tralascio mai un brevissimo pensiero su quello che si sta facendo; sulla morte, vista non come la fine di tutto, ma come inizio di una realtà nuova. Spesso leggo l’articolo della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo che ricorda come gli esseri umani nascano liberi e uguali in dignità e diritti... e debbano agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza».

La cerimonia di solito «finisce con un momento di silenzio; un inchino davanti alla bara e l’offerta di un fiore da parte di tutti i presenti». L’iniziativa è piaciuta e il funerale si fa alla luce del giorno, alla presenza di amici occasionali o addirittura ripescati. «Ammiro un signore di 92 anni — conclude fratel Marco — che viene da un altro quartiere e che cammina con due bastoni, percorrendo a piedi l’ultimo chilometro per offrire quel gesto di fratellanza».

Il gesto gli è parso così bello che fratel Marco l’ha fatto uscire dalla periferia segnalandolo sul giornale parrocchiale con un titolo provocatorio: «Sai una cosa? Penso che Dio abiti nel nostro quartiere».

di Egidio Picucci

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17 settembre 2019

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