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Quelle paure
che agitano l’Europa

· ​Il cardinale Marx alle «Settimane dell’università di Salisburgo» ·

Salisburgo, 9. «Chi conosce Gesù Cristo non può mai essere un fondamentalista. Le grandi narrazioni del Vangelo, come la storia del buon samaritano o le beatitudini, sono storie che appartengono alla vicenda culturale dell’Europa, non solo ai cristiani. Ma la civiltà moderna della libertà non ha alcuna garanzia di esistenza.

Ciò che abbiamo realizzato non deve essere messo in discussione da una nuova era di passioni che probabilmente ci sta toccando». È uno dei passaggi più significativi del discorso pronunciato domenica 7 agosto dal cardinale arcivescovo di München und Freising, Reinhard Marx, presidente ella Conferenza episcopale tedesca, intervenuto alla giornata conclusiva dell’ottantacinquesima edizione delle «Settimane dell’università di Salisburgo», svoltasi nella città austriaca e dedicata al tema «Passioni». Il porporato ha espresso tutta la sua preoccupazione per il diffondersi in Europa di “passioni”, di sentimenti negativi che rischiano di cambiare in peggio la società: disuguaglianza, paura, aggressività. «Mi preoccupa che emergano non la libertà e la dignità dell’uomo ma l’esclusione e la paura, così come nuovi nazionalismi. Che significato ha oggi la civiltà della responsabilità che, ancora al tempo della guerra fredda, rappresentava una prospettiva per il futuro?», si è chiesto il porporato.

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11 dicembre 2019

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