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Quelle biciclette regalate da Bartali ai lettori del Vittorioso

· Nel dicembre 1940 il campione visitò la redazione del periodico della Gioventù Italiana di Azione Cattolica ·

Per introdurre la storia del settimanale «Il Vittorioso» (1937-1966) può essere utile un rapido inquadramento che faccia cogliere l’evoluzione della stampa per ragazzi, prima, e dei “giornalini”, specie quelli a fumetti, poi. Un veloce percorso all’interno di un genere letterario, per tanti versi nuovo, che ha accompagnato il crescere nel Paese di una nuova soggettività nelle più giovani generazioni.

Prima di questo excursus, vorrei proporre un’istantanea. Siamo nel dicembre del 1940. Sulla pagina di un settimanale per ragazzi, «Il Vittorioso», viene pubblicata una foto con al centro Gino Bartali, il grande campione del ciclismo, in viaggio di nozze, che tiene sotto braccio la moglie, mentre al lato opposto, in abito da cerimonia, vi è Luigi Gedda, il presidente della Gioventù di Azione Cattolica che avrebbe animato, nell’immediato dopo guerra, l’aspro confronto politico-elettorale. Si tratta della foto ufficiale scattata all’uscita dell’udienza privata avuta dal campione in Vaticano con Pio XII. Scrive il redattore del «Vittorioso» nella didascalia che accompagna la foto: «Nei giorni scorsi il Campione d’Italia Gino Bartali è stato a Roma in viaggio di nozze accolto naturalmente da tutta la famiglia de “Il Vittorioso”, amici suoi affezionatissimi, come egli è affezionato al “sempre più bello!”. Ci si è ritrovati insieme e, naturalmente, a lungo si è parlato anche del “Vitt”, nonché della famosa bicicletta Legnano che egli ha regalato perché venga estratta a sorte fra tutti gli abbonati annuali de “Il Vittorioso”. Ha poi confermato che personalmente consegnerà la sua bicicletta al fortunatissimo Vincitore, nella sua stessa città!».

Nel numero dell’8 giugno 1940, accanto a un articolo di Angelo Ramella su Buffalo Bill eroe del West, era comparsa una fotocronaca della visita compiuta da Gino Bartali alla tipografia dove si stampa il settimanale: «Prima dell’inizio del Giro d’Italia, Gino Bartali, l’invitto campione della Legnano e grande amico de “Il Vittorioso”, ha visitato la tipografia dove viene stampato il giornale a colori più bello del mondo, cioè il “Vitt”! Accompagnato, nella visita, dai dirigenti e dai tecnici del modernissimo stabilimento, ha avuto come lieto compagno... papà Craveri, che non ha mancato — come vedrete — di fargli perfino una caricatura!»

Le didascalie danno conto dei vari momenti della visita: il colloquio con il disegnatore Sebastiano Craveri, l’ammirazione per il lavoro dei «cromisti» intenti a dare il colore ai racconti del giornale per ragazzi e infine un’occhiata alle macchine Linotype dove vengono composti i vari racconti e la fase di stampa con i grandi rulli delle Offsett.

Ci si potrebbe chiedere: per quale motivo il campione ciclistico si ritrova in quelle stanze? Cosa lo lega a questo settimanale illustrato per ragazzi? Bartali è cresciuto in Azione Cattolica e per tutta la vita ne ha esibito il distintivo all’occhiello della giacca, ma vi è dell’altro. In realtà si tratta di qualcosa di più di un attestato di stima da parte di una generazione che si è formata in Azione Cattolica e che sulle pagine del «Vittorioso» ha trascorso tante ore liete, trovando utili le accattivanti storie e gli originali fumetti del giornale, definito allora il «sempre più bello!». Si tratta, a ben vedere, di una foto di famiglia, perché il settimanale illustrato ha contribuito a unire in un legame intenso il suo pubblico di giovani lettori e a farne un club, una vera associazione dove i rapporti sono consolidati.

Vale allora la pena ripercorrere la storia di questo periodico, nato nella seconda metà degli anni Trenta del Novecento, in un contesto che, già dall’Unità d’Italia, aveva visto nascere numerose testate dedicate ai ragazzi e in cui anche i cattolici avevano trovato e troveranno, specie nei primi decenni del Novecento, una propria collocazione. Si alimenterà così un filone di stampa che non è facile liquidare come secondario, marginale, o addirittura “devoto”, in quanto interno al vissuto di chi frequenta le associazioni cattoliche o comunque gli ambienti religiosi.

«Il Vittorioso» in particolare si propone di dialogare anche con quanti in parrocchia non vanno, di interessarli attraverso il disegno, il fumetto, il racconto e l’avventura a un ideale che è più grande di ogni avventura, ma che può essere compreso da chi l’avventura la ama, da chi con generosità si applica alla vita con spirito di ricerca e di scoperta.

Nasce così, e cresce negli anni, un periodico rivolto ai ragazzi che si impone non solo e non tanto per la sua matrice culturale cattolica, ma per la qualità giornalistica espressa da un gruppo di giovani redattori — formatosi nella principale associazione del laicato cattolico italiano, l’Azione Cattolica — capace di esprimersi e di comunicare, in termini pedagogici adeguati, con quell’età della vita.

Anche per questa via i cattolici italiani diventano parte viva del Paese, rientrano in gioco dopo l’estraneità ottocentesca e contribuiscono a «fare gli italiani».

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18 agosto 2019

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