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Quella suora all’Academy Award

· Madre Dolores Hart intervistata dal «Corriere della Sera» ·

«Quando fu scritturata per interpretare santa Chiara in Francesco d’Assisi incontrò Papa Giovanni XXIII in Vaticano. “Nel presentarmi gli dissi: sono Dolores Hart. ‘No’, mi rispose lui in italiano, ‘tu sei Chiara’. E ripetè più volte quella frase che mi colpì profondamente, riecheggiando per anni nelle mie orecchie”»; madre Dolores Hart risponde alle domande dell’inviata del «Corriere della Sera» che l’ha raggiunta nel convento Regina Laudis a Bethlehem, in Connecticut, per incontrare di persona la giovane stella di Hollywood che negli anni Sessanta, al culmine del successo, decise di abbandonare tutto per diventare monaca benedettina.

La sua storia è stata raccontata da «L’Osservatore Romano» il 18 luglio 2008: nel 1956, a soli 18 anni, si ritrova a interpretare la fidanzata di Elvis Presley in Loving You , ottenendo un grandissimo successo, sia al cinema che in teatro. Il debutto a Broadway in The Pleasure of His Company le vale una nomination al Tony (l’Oscar teatrale americano).

Ma la vocazione non si sceglie; la «sconcertante proposta di Dio», come la chiama madre Dolores, si può accettare o rifiutare, mai ignorare o dimenticare del tutto, per quanto distratti dalle mille attività della vita o spaventati dalla modalità del cammino: «Da anni meditavo di seguire la mia vocazione — spiega la religiosa — ma continuavo a rimandare, spinta dall’eccitazione del set».

«Tu sei Chiara» le aveva ripetuto Papa Giovanni XXIII, guardandola dritto negli occhi. Di lì a poco il ruolo interpretato in Francesco d’Assisi di Michael Curtiz sarebbe diventato la forma della sua vita e il suo definitivo (al Regina Laudis vige la stabilitas loci ) posto nel mondo: finita la promozione di Come Fly With Me , nel giugno 1963 Dolores mette le cose a cui tiene di più in una valigia e chiede all’autista della sua limousine di portarla a Bethlehem. A tanti anni di distanza, è sempre più grata e certa di quel «sì» che le ha permesso di accedere al «possesso vero» delle cose senza rinnegare niente, neanche la sua passione per il cinema. «Chi è stato attore lo è per sempre», spiega madre Hart, l’unica suora nella storia dell’Oscar a far parte dell’Academy Award.

Ogni dodici mesi, insieme agli oltre seimila membri, anche lei vota i film più meritori dell’anno. Senza contravvenire al voto dell’obbedienza; anzi, perfettamente in linea con la regola voluta da Benedict Duss, la suora benedettina che fondò il monastero nel 1947 accettando solo postulanti realizzate nel loro lavoro, «uguali o superiori agli altri nel loro campo»: per questo tra le consorelle di madre Dolores ci sono alcune ex manager di Wall Street, una celebre scultrice e una studiosa di Shakespeare che dopo una visita non è più tornata a Yale, perché — ama ripetere — «non avevo mai sperimentato un amore così intenso».

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22 agosto 2018

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