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Notte di Natale a Firenze

· Dopo la disastrosa alluvione del 4 novembre 1966 ·

Fin dalle prime ore di quel 4 novembre 1966 l’Arno allagò Firenze e mezza Toscana, provocando morti e distruggendo chiese e musei, negozi e aziende, e danneggiando opere d’arte. A cinquant’anni da quel tragico avvenimento il libro di Franco Mariani e Mattia Lattanzi Firenze 1966. L'alluvione. Risorgere dal fango (Firenze, Giunti Editore, 2016, pagine 416, euro 28) fa rivivere un dramma che suscitò grande solidarietà in tutta l’Italia subito mobilitatasi per sanare, con ogni mezzo, quella terribile ferita. 

Paolo VI  celebra la messa nel Duomo

Cinquanta giorni dopo il disastro, la vigilia di Natale, Paolo VI si recò a Firenze e celebrò la messa nel Duomo. «Siamo qua venuti, sospinti dalla carità del Natale, perché la vostra prova ci ha chiamati, ci ha quasi obbligati a venire» disse il Pontefice nell’omelia ricordando il dolore dei fiorentini «così grande, così singolare, così fiero, e così degno». Il libro, corredato da foto intense ed eloquenti, raccoglie testimonianze, documenti e memorie di una città offesa e, nello stesso tempo, racconta la determinazione a riportare Firenze all’antico splendore. In questo scenario spiccano gli angeli del fango, ovvero quelle migliaia di giovani che da ogni regione d’Italia giunsero nel capoluogo toscano per aiutare le popolazioni colpite. Di questi giovani angeli due sono diventati cardinali, Giuseppe Betori (arcivescovo di Firenze) e Angelo Scola, e sei vescovi: Diego Coletti, Mansueto Bianchi, Luciano Monari, Nunzio Galantino, Luigi Marrucci e Gianni Ambrosi. In quel dramma spiccò poi una storia di eroismo, che vide tra i protagonisti un sacerdote poi diventato cardinale, Gualtiero Bassetti, il quale si prodigò per mettere in sicurezza sessanta bidoni di idrocarburo stipati illegalmente in un magazzino. Fu poi decisivo l’intervento dei monaci dell’abbazia di Grottaferrata, i quali, grazie alla loro competenza in fatto di conservazione e restauro di libri, riuscirono a salvare le pagine di preziosissimi volumi, codici e manoscritti che l’alluvione aveva corroso e sfregiato.

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24 febbraio 2018

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