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​Quella madre
che gioca con il figlio

· «La Madonna Benois» di Leonardo in mostra a Fabriano ·

Dopo trentacinque anni torna in Italia, precisamente a Fabriano, La Madonna Benois, il capolavoro giovanile di Leonardo da Vinci conservato presso il museo dell’Ermitage di San Pietroburgo. Si tratta di un avvenimento di grande rilievo, che s’inserisce nel quadro delle celebrazioni per i cinquecento anni dalla morte del genio del Rinascimento. L’opera sarà in mostra presso la Pinacoteca comunale della città marchigiana fino al 30 giugno. L’esposizione della Madonna Benois costituisce il principale evento del programma culturale della XIII Unesco Creative Cities Conference, il più importante appuntamento internazionale del network che riunisce i Comuni che hanno identificato nella creatività un fattore strategico di sviluppo. 

Realizzata tra il 1478 e il 1480, La Madonna Benois segna l’indipendenza di Leonardo dallo stile di Verrocchio, nella cui bottega era entrato circa dieci anni prima: l’opera è fortemente caratterizzata da quella «maniera moderna» di cui Leonardo fu il coraggioso iniziatore. All’età di ventisei anni, l’artista rompe con la tradizione e inventa una nuova figura di Maria, non più l’imperturbabile regina dei cieli ma una semplice madre che gioca con il proprio figlio. Come scrive Tatiana Kustodieva nel catalogo, «in Verrocchio era assente ciò che in Leonardo rappresenta l’elemento principale, e cioè la parentela spirituale, l’unità esistente tra una madre e il suo bambino». A sua volta Carlo Bertelli evidenzia che Leonardo «non ha creato un’immagine statica e devozionale, ha solo fermato un momento». In sostanza l’artista «non ha dipinto una scena di genere, ma ha immerso nella quotidianità significati profondi, come quello cui rimanda la piantina che Maria fa roteare tra le dita, incuriosendo il figlio: una comune, ma premonitrice, crucifera.
È poi da rilevare che anche la semioscurità in cui Leonardo immette le due figure — un luogo chiuso, privato —, in antitesi rispetto allo spazio aperto e illuminato dal sole della tradizione fiorentina, sollecita orizzonti inediti, intrisi di attesa e di mistero.
«Abbiamo scelto di portare questo capolavoro di Leonardo a Fabriano — spiega Michail Piotrovsky, direttore generale del Museo Statale Ermitage — perché in Italia non esistono città che non meritano grandi capolavori, costellata com’è di borghi che conservano opere d’arte uniche, tanto più che quest’anno proprio piccoli centri come Matera e Fabriano sono stati scelti dall’Unione europea e dall’Unesco per ospitare eventi culturali internazionali». La Madonna Benois entrò nelle collezioni dell’Ermitage nel 1914: fu un vero proprio evento nazionale, che ebbe luogo grazie anzitutto all’iniziativa del grande esperto d’arte italiana Ernest Karlovic von Liphar, e all’amore di patria della proprietaria Marrija Aleksandrovna, moglie del celebre architetto pietroburghese Leontij Nikolaevic Benois.

di Gabriele Nicolò

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20 agosto 2019

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