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Quella luce negli occhi

· Il fascino della santità ·

Come la bellezza, la santità esercita un certo fascino sulle persone. E, come la bellezza che colpisce quando la si vede o si sente, la santità ha bisogno di essere, in certo modo, vista. Mi colpisce il fatto che sia i bambini che i giovani e gli adulti vengono attratti dalla santità quando la vedono incarnata nelle persone e quando si presentano loro dei testimoni.

L’obolo della vedova (Basilica di Sant’Apollinare Nuovo, Ravenna)

Quando noi più adulti eravamo bambini, eravamo attratti dai fattarelli di santi che ci raccontavano le catechiste. Andavamo all’oratorio perché organizzavano il teatrino e, più tardi ci facevano vedere qualche film che, in genere, era sulla vita dei santi. Pedagogicamente era normale che si imprimessero nella nostra mente certe figure e che esercitassero in noi un’influenza che con il tempo dava frutti. Poi, divenuti adolescenti, ci davano da leggere, Quo Vadis, Fabiola e Ben Hur, che per noi erano proprio dei mattoni, ma comunque ci piacevano e ce li facevano commentare insieme e, andando avanti con gli anni, leggevamo anche vite impegnative di santi. Io, ricordo, ero attratta dalle sante mistiche, senza capire nulla della loro esperienza, capivo però che Dio era affascinante.
Anche oggi, nonostante tutto, succede qualcosa di simile. Ai bambini e ai ragazzi piacciono ancora i fatti concreti e mi meraviglio sempre che nei nostri corsi di formazione i laici collaboratori della missione, professionisti ma anche operai, sono affascinati dalle esperienze concrete di missionari e missionarie, di persone impegnate fino a dare la vita, e si commuovono a sentire parlare vecchie religiose che raccontano qualcosa della loro vita.

Ultimamente abbiamo avuto un gruppo di professionisti australiani in un corso di formazione, qui in Italia. Non tutti erano cattolici e alcuni non si riferivano a nessun credo. L’ultimo momento del loro incontro è stata una visita alle suore anziane anche abbastanza ammalate. Nella loro valutazione questi signori, alla fine di dieci giorni durante i quali avevano riflettuto su vari temi biblici, teologici ed ecclesiali, alla domanda su cosa era rimasto loro più impresso, hanno risposto all’unanimità: l’incontro con le suore anziane perché hanno visto brillare nei loro occhi la loro fede.

di Maria Barbagallo

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24 marzo 2019

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