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Quella luce
che si chiama pace

· Appello del vescovo Kussala per la fine delle violenze in Sud Sudan ·

«Non cedere alla disperazione, alla paura, al dominio diabolico della violenza ma perseverare nel dialogo e in tutte le iniziative che possano portare a una rapida fine delle violenze in Sud Sudan». 

È quanto ha dichiarato nei giorni scorsi monsignor Edward Hiiboro Kussala, vescovo di Tombura-Yambio, capitale del governatorato dell’Equatoria Occidentale, in merito alla difficile situazione nella quale versa il Paese. Anche il 2015, infatti, è stato un anno segnato fino alla fine da violenti scontri tra l’esercito fedele al presidente Salva Kiir e una milizia locale, nonostante gli accordi di pace firmati in agosto tra il Governo di Juba e l’ex vicepresidente, Riek Machar, per mettere fine alla guerra civile scoppiata nel dicembre 2013.

Dopo quelli negli Stati settentrionali di Unity e Alto Nilo e quello orientale di Jonglei, i combattimenti degli ultimi mesi si sono concentrati in particolare a sud, nell’Equatoria occidentale, appunto, costringendo alla fuga decine di migliaia di civili. Il Paese è allo stremo e urge al più presto trovare una soluzione prima che le proporzioni degli scontri possano raggiungere cifre ancora più preoccupanti. Sono, infatti, migliaia le famiglie in fuga e alla disperata ricerca di un luogo sicuro.

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17 ottobre 2019

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