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In quella lista
Venezia non c’era

· Capovilla ricorda quando Roncalli fu scelto come cardinale ·

L’arcivescovo Loris Francesco Capovilla

«Papa Giovanni è stato nominato Patriarca di Venezia, prima in segreto, ma prima ancora che morisse quello a cui doveva succedere». L’atmosfera nella sala civica di Sotto il Monte Giovanni XXIII è di quelle che si stampano nella mente e nella memoria di chi è presente: le centinaia di persone silenziose e attente, le vetrate che mostrano il pomeriggio piovoso di sabato 8 febbraio — ma potremmo essere fuori dal tempo — la voce dell’arcivescovo Loris Francesco Capovilla che si muove sicura, a dispetto dei suoi novantanove anni, fra nomi di persone e di luoghi, date, ore, circostanze. Il 10 novembre 1952 monsignor Giovanni Battista Montini, sostituto della Segreteria di Stato, comunica ad Angelo Giuseppe Roncalli, Nunzio a Parigi: «Forse Lei non sa che il Patriarca di Venezia Agostini è gravemente malato e si prevede una fine non lontana. Il Santo Padre ha chiesto se Lei sarebbe disposto ad accoglierne la successione. In questo veda un gesto di particolare attenzione di Sua Santità verso la Sua persona». Lui riceve la lettera il 14, la legge e scrive: «Eccellenza, ho letto, mi sono recato in cappella, ho pregato, ho detto: nella mia vita ho preso come mio motto Oboedientia et pax; se il Papa ha pensato questo, disponga di me, io sono pronto a tutto». La testimonianza del prossimo cardinale Capovilla avviene in occasione della presentazione del libro Predicate il Vangelo ad ogni creatura, raccolta di Commenti al Vangelo che don Loris tenne per Radio Rai di Venezia fra il 1945 e il 1946. Il libro (Bergamo, Corponove, 2014, pagine 368, euro 15) è curato da Ivan Bastoni con la prefazione del cardinale Angelo Comastri.

La Storia si fa voce nelle parole di Capovilla e, come da una fonte esce sempre nuova acqua, dal racconto dell’arcivescovo emergono fatti inediti, nuovi particolari, dettagli che riportano indietro nel tempo — decine di anni fa — non leggendo parole scritte ma ascoltando la narrazione di chi fu presente, protagonista: «Il 29 avviene all’improvviso la nomina dei nuovi cardinali, nel secondo e ultimo concistoro di Pio XII, in cui c’è scritto anche il nome di Roncalli. E lui pensa: se mi fa cardinale vuol dire che avrà pensato altrimenti. Vi dirò una piccola cosa che non è conosciuta ancora dalla storia, ma il Capovilla ha visto il foglio di carta scritto dal Papa Pio XII, molto tormentata, la lista dei cardinali che intendeva creare, ma Venezia, Genova e Bologna non c’erano. Io non so cos’è accaduto dopo». 

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