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Quella donna cosciente della sua missione

· Hans Memling in mostra alle Scuderie del Quirinale di Roma ·

La mostra delle Scuderie offre occasioni preziose per riflettere e per capire. Per esempio il ritratto. Memling è un ritrattista eccelso e la mostra ci offre una serie di autentici capolavori. Con lui si afferma il ritratto virile dislocato di tre quarti con le mani bene in vista.

: Hans Memling, «Madonna col Bambino» (1485)

È  un modo di presentare la persona contro un fondo di paese che affascinò i contemporanei italiani: fra gli altri il Perugino di Francesco delle Opere degli Uffizi e, ancora degli Uffizi, il Ritratto d’uomo con medaglia di Cosimo il Vecchio di Sandro Botticelli, un quadro molto vicino, anche nella scelta iconografica, al Ritratto d’uomo con moneta romana di Memling prestato dal Koninklijk Museum di Anversa, forse il capolavoro assoluto della intera esposizione.

Hans Memling è pittore profondamente religioso. Molti sono i suoi dipinti che raffigurano la Vergine Maria. I più belli (dal Trittico Donne della National Gallery di Londra, alla parte centrale del Trittico Pagagnotti degli Uffizi) sono presenti in mostra. Va detto però, con il Fridländer, che la sua non è «la Madonna felice e premurosa e neppure la regina celeste: ma sempre invece la Vergine cosciente della sua alta missione e umile nella sua consapevolezza». Non incontreremo mai, in lui, la Madonna orgogliosa della sua bellezza e di quella del figlio, affettuosa e irrequieta come nei quadri di analogo soggetto degli artisti italiani più o meno contemporanei, da Ghirlandaio a Botticelli, a fra Bartolomeo.
La cosa che più stupisce e seduce è il mimetismo naturalistico. Intendo dire la capacità di Hans Memling, come dei grandi pittori fiamminghi del suo secolo, di cogliere ogni fremito nel respiro della natura; la capacità di rappresentare con lucida obiettività l’infinitamente vicino e l’infinitamente lontano.

di Antonio Paolucci

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10 dicembre 2019

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