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Quella conferenza di Mario sul papato

· Le radici astigiane di Papa Francesco ·

C’è un più che legittimo «orgoglio paesano» nel libro di don Vittorio Croce e Stefano Masino intitolato Una famiglia di nome Bergoglio. Le origini astigiane di Papa Francesco (Asti, Edizioni Gazzetta d’Asti, 2014, pagine 110, euro 10). Gli autori, infatti, hanno rintracciato, grazie a un lavoro paziente e animato da forte emozione, tutta la parentela del Pontefice e ricostruito la sua genealogia. Nello stesso tempo hanno riannodato le fila della discendenza «cattolica» astigiana della famiglia del Papa, ovvero quella militanza «pugnace» nell’Azione cattolica della nonna Rosa Vassallo (per gli astigiani Rosina Bergoglio) e del figlio Mario, poi padre di Papa Francesco. 

Si tratta di quella Azione cattolica astigiana degli anni 1918-1929 — sottolinea don Croce — che nonna Rosa porterà nel cuore anche in Argentina conservandone l’iscrizione anche «dalla fine del mondo». E don Croce non nasconde il grande piacere provato nello scoprire, compulsando le annate della Gazzetta d’Asti (poi inviate anche al Papa), che la parentela astigiana del Pontefice «non è stata solo genealogia del sangue, ma anche dello spirito».
Il libro — corredato da foto di parenti e ambienti dall’innegabile fascino legato al bianco e nero — mette poi in luce il carattere «itinerante» della famiglia Bergoglio: una famiglia che cambiava residenza a ogni generazione, da Schierano a Castelnuovo Don Bosco, da Montechiaro a Portocomaro, a Torino, ad Asti, in Argentina. Gente intraprendente che, scrive don Croce, «si buttava», laboriosa e sempre ottimista: virtù nelle quali la gente astigiana ama ritrovarsi, sperando di esserne «degni eredi». O almeno sforzandosi «di esserelo di più».
E in un libro di questo tenore non potevano mancare le curiosità. Vi è un paragrafo, per esempio, dedicato a Nino Costa, il poeta amato da Papa Francesco, al punto da saper recitare a memoria — come egli stesso ha rivelato — una delle sue poesie in piemontese, Rassa nostrana-a, del 1929. E tra le curiosità, una ha un valenza “profetica”. A diciassette anni Mario, futuro papà del Pontefice, sarà chiamato, nel 1925, a tenere una conferenza sul papato.
E la Gazzetta d’Asti del 12 dicembre, nel fare il resoconto dell’avvenimento, sottolinea come Mario Bergoglio, studente in ragioneria, abbia svolto l'impegnativo compito «con calore e forte parola». Tanto che i compagni, convenuti in gran numero per ascoltarlo, seguirono la conferenza con viva attenzione. E infine gli tributarono convinti applausi.

di Gabriele Nicolò

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20 marzo 2019

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