Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Gesù in quella carne umiliata

· Via crucis per le vittime della prostituzione ·

È stato l’arcivescovo sostituto della Segreteria di Stato per gli Affari generali a concludere ieri (venerdì) sera a Roma la terza edizione della Via crucis «Per le donne crocifisse» organizzata dall’associazione Comunità Papa Giovanni XXIII e dalla diocesi di Roma per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla piaga della tratta delle donne che vengono schiavizzate ai fini della prostituzione. Pubblichiamo gran parte dell’intervento del presule, che ha ricordato l’incoraggiamento di Papa Francesco a questa iniziativa. 

Alla via crucis, partita da ponte Settimia Spizzichino e conclusasi nella chiesa di Santa Francesca Romana, hanno partecipato circa settemila persone. Erano presenti fra gli altri il cardinale vicario di Roma, Agostino Vallini, il vescovo ausiliare Augusto Paolo Lojudice, il presidente della Comunità Giovanni XXIII, Giovanni Paolo Ramonda, il coordinatore dell’evento, don Aldo Buonaiuto, il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, il ministro degli Affari esteri, Angelino Alfano, e il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin.

Abbiamo condiviso insieme questo particolare momento di preghiera, come gesto di solidarietà per le donne vittime della tratta. Abbiamo meditato il cammino della salita dolorosa di Gesù al calvario e vari pensieri sono sopravvenuti nel riflettere su un fenomeno così avvilente come quello della sofferenza e dell’umiliazione di tante ragazze e donne prigioniere dell’egoismo e dell’oppressione.

Guardando il Crocifisso sento una voce che mi chiede di pronunciare a nome di tutti voi una semplice parola: perdono. Vogliamo chiedere perdono alle migliaia di ragazze venute in queste terre definite culla della civiltà, terre del diritto, conosciute persino come terre cristiane, nelle quali, invece, queste sorelle hanno sperimentato sofferenze indicibili: l’abbrutimento della propria vita, l’umiliazione totale delle loro persone, l’affossamento dei sogni di una vita dignitosa, fatta di gioia, amore e serenità. Sulle strade dell’Italia e di tanti altri Paesi, queste donne stanno vivendo un dramma: ogni giorno si ritrovano a subire il tradimento, il rinnegamento, le torture e le violenze. È il loro calvario, è la loro via crucis. Noi questa sera vogliamo chiedere loro perdono per tutte quelle volte che ci siamo voltati dall’altra parte e non abbiamo fatto nulla o abbiamo fatto poco per far cessare questa tragedia inaccettabile e vergognosa.

di Giovanni Angelo Becciu

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

21 aprile 2019

NOTIZIE CORRELATE