Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Quella benedizione
su un campo di pallone

Su un assolato e polveroso campo di calcio di periferia, di quelli su cui i bambini e i ragazzi delle borgate romane si sbucciano le ginocchia rincorrendo un pallone e sognando un futuro migliore, si è conclusa domenica sera la processione del Corpus Domini che Papa Francesco ha celebrato a Casal Bertone.

Dopo aver scelto lo scorso anno Ostia Lido al centro di gravi episodi di cronaca nera, il vescovo di Roma nel tardo pomeriggio del 23 giugno ha voluto recarsi nella parrocchia di Santa Maria Consolatrice, in una zona popolare nel quadrante orientale della città. Qui ha presieduto la messa sul piazzale antistante la chiesa, per poi — al termine del tradizionale corteo orante lungo le strade del quartiere — impartire la benedizione eucaristica alle migliaia di fedeli intervenuti nell’impianto sportivo “Roma sei”, a ridosso della stazione Prenestina. Proprio per portare Cristo vivo in mezzo alla gente, là dove le persone vivono, dove si ritrovano per sentirsi comunità.

In un’afosa giornata d’inizio estate, Francesco ha trascorso circa due ore nell’abitato che come il vicino e più noto San Lorenzo, fu vittima dei bombardamenti della seconda guerra mondiale. Giunto poco dopo le 17.30 a bordo di un’utilitaria blu, il Papa è stato accolto dal parroco, don Luigi Lani, e dal cardinale vicario De Donatis. Accompagnato dal reggente della prefettura della Casa pontificia, monsignor Sapienza, e dall’aiutante di camera Zanetti, prima di dirigersi in sagrestia per indossare i paramenti ha salutato i concelebranti, tra i quali l’arcivescovo Tolentino de Mendonça, archivista e bibliotecario di Santa Romana Chiesa; i vescovi Di Tora, Selvadagi, Ruzza, Libanori, Ricciardi e Palmieri, ausiliari di Roma; il direttore della Biblioteca vaticana, monsignor Pasini; il segretario generale del vicariato, don Pedretti; i parroci delle comunità confinanti e padre Sebastian Vazhakala, superiore generale dei Missionari della carità contemplativi, che da queste parti con madre Teresa di Calcutta ha fondato oltre venticinque anni fa “Casa Serena” per accogliere i senza fissa dimora.

Dopo aver percorso la navata centrale della chiesa, il Papa è uscito sul sagrato per la messa diretta da monsignor Marini, maestro delle Celebrazioni liturgiche pontificie, coadiuvato dai cerimonieri Peroni e Dubina. Il rito è stato allietato dai canti dei cori riuniti di Santa Maria Consolatrice e il servizio liturgico è stato svolto dai ministranti della parrocchia. E se la seconda lettura è stata affidata a una suora di Maria Santissima Consolatrice — l’ordine femminile fondato dal beato Arsenio da Trigolo, alle cui religiose si deve la nascita, nel dopoguerra, della comunità parrocchiale di Casal Bertone intitolata alla Vergine che consola gli afflitti — il Vangelo è stato proclamato da un diacono permanente della vicina parrocchia del Santissimo Sacramento a Tor de’ Schiavi. Ma nell’animazione sono state coinvolte pure le altre sette comunità parrocchiali della quattordicesima prefettura — San Barnaba, Sant’Elena, Santa Giulia Billiart, San Giuseppe Cafasso, San Leone, San Luca Evangelista, Santi Marcellino e Pietro ad duas Lauros — che si sono occupate delle intenzioni di preghiera e della distribuzione dell’Eucaristia alle migliaia di fedeli che gremivano la piazza, cercando riparo dalla calura all’ombra dei platani e delle palazzine color ocra.

In prima fila, con indosso le tuniche bianche della prima comunione, circa quattrocento bambini che quest’anno hanno ricevuto il sacramento, e le loro famiglie. Accanto a loro tante religiose, soprattutto missionarie della carità con il sari bianco bordato d’azzurro, in compagnia di centocinquanta ospiti di “Casa Serena”. In settori riservati anche gli anziani, che nel quartiere sono veramente tanti, e gli ammalati in carrozzella. Poco dietro, gli animatori e i piccoli degli oratori estivi in maglia arancione. Sono stati loro a preparare i due striscioni affissi sulle ringhiere: «Signore Gesù pane di vita, nutrici di te» auspicava il primo; «Boni come er pane» assicurava il secondo. «L’oratorio è iniziato il 10 giugno — ha spiegato don Lani — con un percorso di giochi e di riflessioni ispirati da episodi del Vangelo, quali la moltiplicazione dei pani e dei pesci, le nozze di Cana, l’incontro con i discepoli di Emmaus e, naturalmente, la festa del Corpus Domini». Quella per cui si sono mobilitati tutti i residenti, in prevalenza famiglie di dipendenti delle ferrovie e dell’Atac, che hanno seguito la visita papale dai marciapiedi, attraverso amplificatori di suoni e maxi-schermi, o affacciati dai balconi dei palazzi, su cui sventolavano drappi con i colori bianco-gialli del Vaticano o tovaglie candide, secondo la tradizione che accompagna le solenni processioni del Santissimo corpo e sangue di Gesù.

Anche perché oltre al singolare privilegio di poter accogliere il quarto Pontefice — dopo Paolo vi venuto nel 1964, Giovanni Paolo ii nel 1995 e Benedetto xvi, che in precedenza ne era stato cardinale titolare, nel 2005, in occasione della prima visita pastorale del suo pontificato a una parrocchia dell’Urbe — Santa Maria Consolatrice ha anche un altro motivo per festeggiare: ricorrono infatti i 75 anni di attività pastorale, iniziata in un negozio vicino alla piazza e poi proseguita nel complesso progettato dall’architetto Tullio Rossi.

Al termine della celebrazione, mentre veniva eseguito il Pange lingua, il Pontefice ha incensato il Santissimo Sacramento. L’ostensorio è stato quindi preso dal cardinale vicario che, a piedi, sotto un ombrellino portato a mano, ha avviato la processione snodatasi lungo un percorso di 1,2 chilometri: passando per via di Casal Bertone, via di Portonaccio e via Latino Silvio, i fedeli hanno pregato e cantato fino a ritrovarsi sul campo di terra rossa dov’era stato allestito l’altare, proprio a pochi passi da “Casa Serena”. Là dove un tempo fa sorgeva la borgata Gordiani, narrata da Moravia e Pasolini. E mentre il sole tramontava alle sue spalle, sugli alberi del parco ricavato negli spazi dell’ex complesso industriale “Snia Viscosa”, il Papa ha indossato il piviale bianco per intonare il Tantum ergo e impartito la solenne benedizione eucaristica ai tantissimi presenti. Che lo hanno salutato con un caloroso applauso, quando è salito a bordo della vettura con cui ha fatto rientro in Vaticano.

di Gianluca Biccini

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

21 agosto 2019

NOTIZIE CORRELATE