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Quel volto universale della Chiesa

· Concistoro ordinario pubblico presieduto dal Papa per la creazione di sei nuovi cardinali ·

La missione affidata agli apostoli è destinata a tutti gli uomini, al di là di ogni particolarismo etnico, nazionale e religioso

Sei nuovi volti a rappresentare la varietà del volto universale della Chiesa, così come espresso dal Collegio Cardinalizio. Si è servito di questa immagine Benedetto XVI per ribadire l’attualità della «regola di verità» contenuta nella professione di quella fede che ogni cristiano riceve al momento del battesimo: «Credo la Chiesa una, santa, cattolica e apostolica». Nella sua allocuzione durante il concistoro pubblico di sabato 24 novembre il Pontefice, soffermandosi sul significato del termine «cattolica» ha sottolineato i tratti essenziali dell’identità della Chiesa «cattolica», cioè che «abbraccia tutto l’universo». In particolare ha posto in risalto la comune appartenenza all’unica Chiesa «che è Chiesa di tutti i popoli» perchè Gesù ha inviato gli apostoli «non ad un gruppo — ha spiegato il Papa rievocando l’insegnamento conciliare — ma alla totalità del genere umano per radunarlo, nella fede, in un unico popolo al fine di salvarlo». L’universalità della Chiesa «attinge quindi all’universalità dell’unico disegno divino di salvezza del mondo». La missione degli apostoli e di tutti i discepoli di Cristo dunque è rivolta a tutti gli uomini e prescinde da ogni particolarismo di culture, etnie, nazionalismi o religioni «per formare l’unico Popolo di Dio». Dunque la Chiesa, ha ripetuto Benedetto XVI «non è tanto una comunità locale che si allarga e si espande lentamente, ma è come lievito che è orientato all’universale». Questa è «la Chiesa di Pentecoste, che nella polifonia delle voci innalza un unico canto armonioso al Dio vivente». E nel simbolismo dei gesti che si ripetono nel concistoro — il giuramento di fedeltà, la consegna della berretta rossa e dell’anello — è indicata la fisionomia che assumono i nuovi cardinali nella Chiesa. «Sarete — ha ripetuto il Papa rivolgendosi ai neo porporati — miei preziosi collaboratori, anzitutto nel ministetro apostolico per l’intera cattolicità, quale Pastore dell’intero gregge di Cristo e primo garante della dottrina, della disciplina e della morale».

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20 ottobre 2019

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