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Quel no
che cambiò il conclave del 1903

· Fu l’arcivescovo di Cracovia a leggere il veto imperiale contro il segretario di Stato di Leone xiii ·

Il 12 giugno, nell’aula San Pio X in Vaticano, il Pontificio Comitato di scienze storiche organizza una giornata di studi intitolata «San Pio X. Un Papa riformatore di fronte alle sfide del nuovo secolo».

 Ai lavori prende parte tra gli altri lo storico Mirosław Lenart dell’università di Opole, in Polonia, del quale anticipiamo stralci dell’intervento. Nel testo lo studioso presenta un documento inedito del cardinale Jan Puzyna, l’arcivescovo di Cracovia che lesse il veto imperiale contro il segretario di Stato di Leone XIII. Quell’ultima interferenza del potere secolare nell’elezione del Papa suscitò molte polemiche, ma soprattutto gettò un’ombra pesante sul personaggio del vescovo di Cracovia, che fino alla sua morte, avvenuta nel 1911, dovette far fronte all’avversione di molti ambienti, non solo ecclesiastici. Fra le accuse formulate nei suoi confronti veniva indicata con una particolare disapprovazione proprio il veto espresso all’elezione del cardinal Mariano Rampolla del Tindaro. L’argomentazione riportata allora dai polacchi, che vivevano in un Paese diviso fra diverse potenze confinanti, si basava principalmente, ma non esclusivamente, sulla convinzione che il ruolo da lui recitato al conclave fosse la prova di un suo insufficiente senso patriottico.

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18 gennaio 2020

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