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Quel mirabile scambio tra divino e umano

· All’udienza generale il Papa parla della celebrazione del Natale ·

Natale è «il punto in cui Cielo e terra si uniscono» dando vita a quello che sant’Atanasio di Alessandria descrive come «mirabile scambio» tra divinità e umanità. Lo ha ricordato il Papa durante la prima udienza generale del 2012, svoltasi nella mattina di mercoledì 4 gennaio, nell’Aula Paolo VI. Riproponendo alcuni dei temi legati al tempo natalizio, il Pontefice ha evidenziato in particolare la dimensione della gioia che nasce «dallo stupore del cuore nel vedere come Dio agisce nella storia». Egli — ha detto — «diventa così vicino da poterlo vedere e toccare». In quel Bambino bisognoso di tutto, infatti, «ciò che è Dio: eternità, forza, santità, vita, gioia, si unisce a ciò che siamo noi: debolezza, peccato, sofferenza, morte».

La prima conseguenza di questo «meraviglioso scambio», grazie al quale «il lontano è diventato vicino», si opera nella stessa umanità di Cristo. «Il Verbo — ha sottolineato Benedetto XVI — ha assunto la nostra umanità e, in cambio, la natura umana è stata elevata alla dignità divina». Da ciò deriva la «nostra reale e intima partecipazione alla divina natura del Verbo». Il Natale, dunque, è «la festa in cui Dio si fa così vicino all’uomo da condividere il suo stesso atto di nascere, per rivelargli la sua dignità più profonda: quella di essere figlio di Dio».

Una seconda dimensione evidenziata dal Papa è quella della luce. «La liturgia natalizia — ha notato il Pontefice — è pervasa di luce», perché la venuta di Cristo «dirada le tenebre del mondo» e «diffonde sul volto degli uomini lo splendore di Dio Padre». Avvolti da questa luce, quindi, «siamo invitati con insistenza a farci illuminare la mente e il cuore dal Dio che ha mostrato il fulgore del suo Volto».

In questa prospettiva, la stessa celebrazione dell’Epifania si rivela «un invito rivolto alla Chiesa, ma anche a ciascuno di noi, a prendere ancora più viva coscienza della missione e della responsabilità verso il mondo nel testimoniare e portare la luce nuova del Vangelo». La Chiesa — ha puntualizzato Benedetto XVI — «non è la luce, ma riceve la luce da Cristo, la accoglie per esserne illuminata e per diffonderla in tutto il suo splendore».

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