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Quel linguaggio sperimentale
chiamato mistica

· Il secondo volume, postumo, de «La fable mystique» di Michel de Certeau ·

Michel de Certeau

Michel de Certeau - scrive Sylvie Barnay - è uno dei due pensatori francesi preferiti di Papa Francesco. Storico, filosofo e fondatore, con Jacques Lacan, della École freudienne di Parigi, in molte delle sue opere esplora la modalità storica di quella forma d’ingresso nel mistero divino che si chiama mistica; a questo tema ha dedicato il primo volume della Fable mystique, apparso nel 1982, e il secondo, pubblicato postumo dalle Éditions Gallimard (La Fable mystique, xvie-xviie siècle, tome ii a cura di Luce Giard, Paris, Gallimard, 2013, pagine 400, euro 22,9).

Facendo eco alla sua radice latina (fari), de Certeau al contrario rimanda alla parola della mistica come «scienza sperimentale delle cose dell’altra vita». Se la mistica del xvii secolo si narra come fabula è in effetti attraverso una sorprendente invenzione del linguaggio, perché affonda le sue dita in una realtà che solo la finzione letteraria permette di accettare e comprendere; una sorta di "linguaggio sperimentale" che non smette di abbandonarsi alla passione della scrittura. 

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23 ottobre 2019

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