Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Il coraggio
di parlare della risurrezione

· "Il Regno" di Emanuele Carrère ·

Mi è successo più volte, leggendo i vangeli al di fuori delle cadenze liturgiche, di rimanerne colpita per la straordinaria concretezza di luoghi e personaggi, per la scrittura sempre diversa ma anche sempre accattivante, che ti fa entrare nella narrazione, che ti prende anche se ovviamente conosci già la trama e gli episodi.

Emanuele Carrère

I personaggi non sono mai descritti, ma solo raccontati nel loro agire, e questo lascia campo libero all'immaginazione, spesso influenzata dalla ricca iconografia elaborata sul tema. Certo tutti avremmo voglia di sapere quale è la vera faccia di Sicheo, la sua espressione quando scende dall'albero a Gerico per correre a casa per prepararsi a ricevere Gesù, e ancora di più com'era il volto di Paolo, quello di Giovanni... Molti scrittori hanno cercato di rispondere a questa domanda, e vi riesce magistralmente, oggi, Emanuele Carrère nel suo ultimo libro, Il Regno (Milano, Adelphi, 2014, pagine, 428, euro 22) Anche perché sa porsi in una posizione interstiziale: fra il credente e il non credente, fra lo studioso di storia e di filologia e il romanziere.
In un bilancio finale direi che prevale il romanziere: il suo Paolo coraggioso e collerico, generoso ma anche politicamente abile, sembra di averlo incontrato. Sarà difficile d’ora in poi, per chi ha letto il libro, non immaginarlo così. Anche perché ce lo fa vedere attraverso gli occhi del suo stretto collaboratore, il suo storico, Luca. L'evangelista medico, l'unico degli evangelisti dotato di una cultura di base che gli permette di usare il greco con eleganza, che sa consultare altre fonti, come Giuseppe Flavio, è l'alter ego del narratore, come egli stesso confessa senza problemi. Carrère si immagina un Luca sostanzialmente fedele a Paolo, ma anche sinceramente curioso di conoscere qualcosa di Gesù vero, del Gesù che tanti suoi contemporanei hanno conosciuto e amato, e che Paolo non considera veramente interessante. Per Paolo conta solo il grande assunto teologico: Gesù è figlio di Dio, muore per noi, resuscita. Consapevole che questa vicenda opera un totale rovesciamento dei valori del mondo. Luca invece è curioso, vuol capire bene Gesù, come viveva, con chi parlava, cosa diceva, e vuole raccontare tutto questo con una scrittura accattivante, che piaccia anche a lettori colti e non ebrei.
In questo atteggiamento si identifica l'autore, che crede di rinvenire nei testi di Luca degli escamotage narrativi in cui riconosce il collega, lo scrittore che vuole abbellire la sua storia senza tradirne il significato. Per questo la sua ricostruzione dei viaggi di Luca, delle sue possibili fonti e delle persone che certo conosceva bene, è particolarmente convincente. Alla fine Luca ci risulta veramente simpatico, mentre un po' più ambivalenti rimaniamo nei confronti di Paolo, amato e odiato di egual misura, e di altri apostoli come Giovanni. Ma la cosa più importante per il lettore è che, leggendo Carrère, il vangelo ritorna vivo, parlante, tocca profondamente. Le parole di Gesù, la sua vicenda, tornano a suscitare scandalo anche ai nostri occhi, prova che anche i credenti, nel corso del tempo, su molte questioni si sono appiattiti. Ad esempio sul tema ricorrente della resurrezione: l'autore si domanda di continuo chi ci crede, si pone il problema se una persona sensata può crederci, allora e oggi. Ma noi sappiamo bene come oggi della resurrezione si parli pochissimo, anche nelle chiese, preferendo insistere sugli aspetti morali, sul fatto che quello che conta è solo essere buoni. Invece il problema della resurrezione attraversa tutto il libro, fin dalle prime pagine.
Questo incandescente flusso narrativo viene confrontato spesso con i risultati della ricerca storico-filologica, talvolta accettata, altre volte audacemente scavalcata dall'inventiva, deviazione prontamente denunciata al lettore.
Sotteso a tutto il libro c’è il problema della fede: l'autore stesso ci pone continuamente la questione se crede o no. Nonostante alcune affermazioni di carattere agnostico, e l’amara ironia con cui racconta quello che chiama “il suo periodo cristiano” (non rendendosi conto, però, che la sua conversione sembrava una caricatura del cristiano…) ci troviamo più di una volta davanti a pagine ben diverse.
Ad esempio quando racconta con passione e ammirazione tutte quelle affermazioni di Gesù che fanno parte, o possono essere assimilate, alle beatitudini, e quindi si presentano come una raffigurazione del Regno come di un luogo in cui si assiste al rovesciamento di tutti i valori mondani. E il libro finisce con un’esperienza concreta di questo rovesciamento, vissuta da Carrère in un ritiro diretto da Jean Vanier. Così che conclude il racconto di questa esperienza con parole luminose: « devo ammettere che quel giorno, per un attimo, ho capito che cos’è il Regno».
Si era già reso conto, del resto, che il proselitismo cristiano non è solo fatto a parole, ma opera attraverso comportamenti radicalmente nuovi, come perdonare e amare i nemici, preferire essere deboli anziché forti, obbedire che comandare. Allora le persone intorno cominciano a capire «quanta gioia, quanta forza, quanta intensità guadagna la vita da quella condotta in apparenza insensata. E allora non ha più che un desiderio, fare come loro».

Il cristianesimo ha bisogno di libri come questo: che pongono nuove domande, che scuotono, che obbligano a rileggere quello che è avvenuto, a ripensare tutto. Soprattutto che tolgono il cristianesimo dallo scaffale delle idee antiche e polverose, dei sistemi in cui ti sembra di sapere già tutto e che tutto sia stato detto, e costringono il lettore a ripensarlo, a scegliere di nuovo se siamo cristiani o no.

di Lucetta Scaraffia

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

21 settembre 2019

NOTIZIE CORRELATE