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Quel gesto di solidarietà

· Benedetto XVI tra i fedeli di Lamezia Terme ·

E alla fine ha offerto il pranzo ai poveri assistiti dalla Caritas locale e il dessert agli anziani malati ospiti di alcune strutture assistenziali. Un gesto, quello del Papa a conclusione della visita a Lamezia Terme, che ha assunto un valore soprattutto simbolico in una terra, la Calabria, che ha un immenso bisogno di gesti concreti di condivisione.

Poco prima il Papa aveva pregato con il popolo di Lamezia Terme. Aveva pregato secondo le intenzioni che erano state in qualche modo rappresentate dal primo cittadino e dal vescovo della diocesi. Aveva paragonato la Calabria a un terreno sismico, per rendere bene l’idea dello sconquasso che porta al suo tessuto sociale il malaffare, quello che il sindaco non ha esitato a chiamare per nome, la mafia. E aveva concluso esortando i calabresi a prendere in mano con coraggio il loro futuro, senza lasciarsi abbattere dallo scoramento di fronte alle angherie dei malavitosi. Cinquantamila fedeli, nonostante il maltempo della notte sulla città e proseguito a tratti in giornata, si sono raccolti attorno all’altare eretto nel cuore di una delle periferie più rappresentative di Lamezia Terme, laddove una volta si erigeva una fabbrica ormai chiusa. C’erano gruppi di fedeli provenienti dalle varie diocesi della Calabria e anche dalle regioni vicine, oltre a responsabili di movimenti, associazioni laicali, parrocchie e congregazioni religiose. Gli striscioni che tappezzavano la spianata segnavano come su una cartina le varie località di provenienza dei pellegrini, non solo della Calabria, ma di tutto il Meridione d’Italia, tra cui: Palermo, Catania, Bari, Melfi, Potenza, Barletta, Benevento, Napoli.

All’arrivo sul palco, il Papa ha ascoltato le parole di benvenuto di Gianni Speranza, il sindaco, che ha richiesto un incoraggiamento contro la criminalità, la mafia, la violenza. Gli ha fatto eco il vescovo della diocesi, Luigi Antonio Cantafora, il quale ha salutato il Pontefice a nome di tutti i fedeli. Il 1° ottobre il presule, insieme con il presidente del consorzio di sviluppo industriale, Luigi Muraca, aveva annunciato che l’area industriale conosciuta con il nome di consorzio ex-Sir dove è stata celebrata la messa, verrà denominata «Area Benedetto XVI». Le motivazioni sono quanto mai eloquenti: «per perpetuare nel tempo quale esempio per le generazioni future, il ricordo di un uomo che, nell’esercizio del proprio pontificato ha tenacemente perseguito l’obiettivo del raggiungimento della pace fra i popoli della terra, testimonando la presenza di Cristo soprattutto fra gli umili e i bisognosi». E un’altra iniziativa che ricorderà la visita del Papa a Lamezia Terme è stato il dono di un terreno, concesso dall’amministrazione comunale, sul quale verrà costruita una nuova chiesa cittadina dedicata a san Benedetto abate. Il nuovo edificio vuole ricordare il Pontefice che ha scelto il nome del patrono d’Europa e ricordare, inoltre, che nove secoli fa nella piana sorgeva l’abbazia benedettina di Santa Maria.

Una visita che rimarrà nella storia lametina e per la quale si sono mobilitati in tanti per assicurarne una buona riuscita. Basti pensare all’impegno nell’installazione del palco dove è stata celebrata la messa, sormontato da una grande croce disegnata dal maestro Gerardo Sacco, ispirata alla croce di Cortale, un paese situato sull’istmo della Calabria, il punto più stretto tra i mari Ionio e Tirreno.

Al termine della liturgia — diretta da monsignor Guido Marini, maestro delle Celebrazioni Liturgiche Pontificie — Antonetto, un ragazzo di sedici anni — costretto su una sedia a rotelle, accompagnato da sua madre, volontaria dell’Unitalsi — ha presentato al Papa un ramoscello in oro per farlo benedire. Il ramoscello, realizzato dall’orafo Gerardo Sacco, verrà poi donato al santuario della Madonna della Quercia di Visora, uno dei luoghi tradizionali di pellegrinaggio mariano della zona, sorto nel XVI secolo.

Insieme con Benedetto XVI hanno concelebrato, oltre ai componenti del seguito papale — gli arcivescovi Giovanni Angelo Becciu, sostituto della Segreteria di Stato, James Michael Harvey, prefetto della Casa Pontificia, il vescovo Paolo De Nicolò, reggente della Prefettura della Casa Pontificia, monsignor Georg Gänswein, segretario particolare di Benedetto XVI — il vescovo Cantafora, i presuli della Calabria e di alcune diocesi delle regioni limitrofe, numerosi sacerdoti e religiosi. Alla celebrazione erano presenti, tra gli altri, Patrizio Polisca, medico personale del Pontefice, e il vice direttore del nostro giornale. In onore di Benedetto XVI, che è il primo Papa dopo secoli a celebrare una messa a Lamezia Terme — Giovanni Paolo II nell’ottobre 1984 si limitò ad atterrare all’aeroporto locale — si sono esibiti trecento cantori e l’orchestra musicale giovanile della Calabria, che ha eseguito i canti liturgici.

Al termine della messa, in papamobile Benedetto XVI ha fatto il giro dell’area per salutare i fedeli, e si è quindi diretto in città, dove lo attendevano migliaia di lametini in festa. Tutto il percorso è stato caratterizzato dalla presenza — ai lati delle strade, per alcuni chilometri neanche transennati — di una folla composta e gioiosa. Molte persone sventolavano bandiere, fazzoletti, foulards, in particolare davanti alle parrocchie situate lungo il tragitto che ha condotto il Papa in episcopio, passando per le vie del centro storico di Nicastro, una delle tre località che, insieme con Sant’Eufemia e Sambiase, formano Lamezia Terme. Ventimila bandierine bianche e gialle, i colori dello Stato della Città del Vaticano, erano state donate per l’occasione dalla diocesi di Palermo che le aveva a sua volta utilizzate nella visita papale dell’ottobre 2010.

Giunto in episcopio, il Papa ha pranzato con i vescovi della Calabria. Verso le 16.30, il Pontefice ha salutato gli organizzatori della visita e ha raggiunto in papamobile lo stadio «Guido D’Ippolito», da dove è partito in elicottero per Serra San Bruno.

Il Papa era arrivato all’aeroporto internazionale di Lamezia Terme verso le 9.45, proveniente da Ciampino. Ad accoglierlo erano presenti, tra gli altri, il vescovo Luigi Antonio Cantafora, l’onorevole Gianni Letta, sottosegretario della Presidenza del Consiglio dei ministri dello Stato italiano, Francesco Maria Greco, ambasciatore d’Italia presso la Santa Sede, Giuseppe Scopelliti, presidente della regione Calabria, il sindaco della città.

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23 ottobre 2019

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