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Quei ventotto
gradini

· ​L'inaugurazione della Scala Santa restaurata e accessibile nel suo stato originario fino al 9 giugno ·

L’attenzione conservativa al complesso della Scala Santa non è mai venuta meno nel corso dei secoli, anche in considerazione della straordinaria devozione di cui ha sempre goduto il Santuario, ma è a partire dagli anni novanta del Novecento e grazie alla sinergia fra i Padri Passionisti (custodi del complesso dal 1853) con i Musei Vaticani (eccellenza mondiale nel campo della conservazione) che venne avviato il restauro del prezioso sacello del Sancta Sanctorum, risalente al 1277. Un restauro ben condotto da Bruno Zanardi, sostenuto dalla Parmacotto, sotto la direzione dell’allora direttore dei Musei Vaticani Carlo Pietrangeli. 

Pochi anni dopo, durante la direzione di Francesco Buranelli, si decise di continuare anche nella cappella di San Silvestro, con un intervento realizzato dallo Studio 3 Restauro Opere d’Arte, guidato dall’équipe dei Musei Vaticani e sostenuto dalla Getty Foundation.
Dal 2012, per il desiderio del mio predecessore Antonio Paolucci, i Musei Vaticani decisero di effettuare, con i loro stessi tecnici e professionisti interni, il restauro di tutto quell’ampio complesso di affreschi realizzati, fra il 1588 e il 1590, durante il prolifico pontificato di Sisto V Peretti.
Entrarono quindi in scena i Patrons of the Arts in the Vatican Museums, quel munifico gruppo di mecenati e filantropi del XX e XXI secolo che da oltre trentacinque anni supportano i progetti di restauro dei Musei del Papa. È grazie a loro che è stato possibile affrontare e portare avanti il lungo e complesso lavoro che è stato articolato in cinque distinte fasi (in particolare grazie ai Capitoli del Texas, Florida, Regno Unito e Asia). Il Governatorato dello Stato della Città del Vaticano ha in tutto l’iter dei restauri offerto il suo sostegno.
Il lavoro è stato ed è sapientemente coordinato, nelle sue diverse fasi, da Paolo Violini, del Laboratorio Restauro Pitture dei Musei Vaticani, che ha lavorato in sinergia con i diversi reparti dei Musei e con la Direzione dei Servizi Tecnici del Governatorato Scv. Fra il 2012 e il 2017 sono stati affrontati il restauro della Cappella di San Lorenzo, il restauro dei quattordici dipinti della Via Crucis, della sagrestia e della Cappella della Crocifissione ed i lavori delle quattro scale laterali alla Scala Santa. Un nuovo impianto di illuminazione è stato realizzato e sostenuto da iGuzzini.
Dal 2018 ad oggi è stato intrapreso il restauro della devotissima Scala Santa centrale, quella che la tradizione cristiana vuole sia la stessa che Gesù salì nel palazzo di Ponzio Pilato a Gerusalemme il giorno in cui venne condannato a morte, e che Sant’Elena avrebbe fatto trasportare a Roma nel 326.
Il gruppo di lavoro non ha solo restaurato gli affreschi di epoca sistina che la circondano, ma ha anche portato alla luce il marmo antico, raccogliendo sotto la copertura di legno una moltitudine di biglietti manoscritti, ex voto, monete e fotografie lasciati dai fedeli, ed ora conservati dai Padri Passionisti.
Dopo quasi trecento anni, i ventotto gradini marmorei si presenteranno per la prima volta senza la copertura lignea voluta nel 1723 da Papa Innocenzo XIII a protezione dalla consunzione dovuta all’intenso flusso di pellegrini che devotamente li hanno saliti in ginocchio per secoli. Per due mesi, eccezionalmente, sarà quindi possibile percorrere la scalinata priva del tavolato in legno di noce — attualmente in restauro grazie al lascito di Lucia Caprara — e avvicinarsi ai punti di particolare suggestione e rilievo sacro dove si vuole che Cristo abbia lasciato traccia del suo sangue. Tre croci medievali, incastonate nel marmo a ricordo di quell’evento, tornano oggi ad essere visibili: la prima in porfido all'inizio della scala, un’altra in bronzo al termine, e la terza all'undicesimo gradino, sul quale secondo la tradizione sarebbe caduto Gesù, rompendo il marmo con il ginocchio.
L’inaugurazione di oggi vuole essere una duplice celebrazione: la fine di un lungo e complesso lavoro che ha visto il lavoro di tante professionalità diverse, dai tecnici restauratori, agli scienziati-ricercatori dei Musei Vaticani che hanno supportato il lavoro di restauro, ai benefattori che lo hanno sostenuto, ma viene anche inaugurata l’unicità del poter percorrere la scala originale che sarà quindi accessibile ai fedeli e visitatori nel suo stato originario, fino al 9 giugno di quest’anno, solennità della Pentecoste.

di Barbara Jatta

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14 ottobre 2019

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