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Quei tesori sorprendenti

· ​Lo Zibaldone di Angelo Giuseppe Roncalli ·

Talvolta capita di aspettare qualcuno e di fare anticamera nella stanza dove ci sono i suoi libri: la sola vista dei titoli rivela molto della persona che stiamo per incontrare, dei suoi interessi, della sua sensibilità, delle sue passioni. È un po’ così anche per chi vuole conoscere Angelo Giuseppe Roncalli. Le sue letture, i volumi presi in prestito dalla biblioteca, le riviste che ha sfogliato e gli autori che ha accostato ci dicono molto di lui, sono una chiave indispensabile per entrare nel suo animo. 

Con la pubblicazione di questi quaderni la Fondazione Papa Giovanni XXIII pone un altro importante tassello all’ambizioso progetto — sostenuto dalla Fondazione Banca Popolare di Bergamo — di studiare e divulgare gli scritti di Angelo Giuseppe Roncalli, anche quelli finora sconosciuti, ma importanti per conoscere la sua maturazione umana, culturale e spirituale.
Scritte da un giovane chierico più di un secolo fa, queste pagine rivelano un’accesa passione per la vita della Chiesa, chiamata a interagire con la società e la cultura del suo tempo, e un’indubbia inclinazione per lo studio della storia. Emerge il metodo di studio del futuro Papa, la sua capacità di sintetizzare e annotare i testi, il precoce interesse per la dottrina sociale della Chiesa, per il pensiero dei Padri e per questioni cruciali quali il rapporto tra fede e ragione o tra esperienza religiosa e ricerca scientifica, le contaminazioni virtuose tra socialismo e cattolicesimo. Questi appunti offrono elementi capaci di illuminare la poliedrica figura roncalliana proprio nel momento in cui sta gettando le basi della sua formazione culturale e spirituale.
È ormai convinzione condivisa dagli storici che per comprendere appieno Papa Giovanni, il suo magistero e le sue scelte pastorali, sia indispensabile investigarne le radici: la famiglia e la parrocchia, il seminario e la curia vescovile, gli educatori, i collaboratori e gli amici, la diocesi e le istituzioni civiche, le pubblicazioni come «L’Eco di Bergamo» e «La Vita Diocesana» alle quali Roncalli ha contribuito in modo considerevole. Molti di questi ambiti sono ancora da esplorare.
A riguardo di ciò sembra del tutto appropriata una citazione roncalliana. Il 10 settembre 1954, intervenendo a Bergamo per la commemorazione dell’illustre concittadino cardinal Angelo Mai, insigne studioso e cultore delle lettere classiche, il patriarca di Venezia disse: «La terra che noi abitiamo e che — per modeste che siano le sue dimensioni — noi sentiamo di amare (…), contiene ancora nelle sue viscere tesori sorprendenti di documentazione per la storia religiosa e civile della nostra gente».
L’edizione di quest’opera ha richiesto uno studio meticoloso e paziente: è stato necessario decifrare una calligrafia non sempre chiara, risalire a fonti talvolta indeterminate, individuare riferimenti bibliografici spesso imprecisi, scoprire intrecci storici assai complessi. Il volume è stato curato dal dottor Alessandro Angelo Persico, giovane ricercatore e membro del Comitato scientifico della Fondazione Papa Giovanni XXIII, già autore di pregevoli studi su figure insigni della Chiesa del Novecento, come Papa Pio xii, monsignor Adriano Bernareggi e monsignor Giacomo M. Radini Tedeschi. Con acribia e acume storico, Persico ha saputo dipanare una matassa ingarbugliata, della quale finora erano apparsi singoli fili, promettenti sì, ma privi di intreccio e quindi non adeguatamente apprezzati.

di Ezio Bolis

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26 maggio 2019

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