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Quei poveri mai dimenticati

· La stampa internazionale sull’incontro del Papa con i giornalisti ·

Il futuro dell’Europa dopo l’esito del referendum britannico, l’accoglienza, il lavoro, la tragedia del popolo armeno: alcuni dei principali temi che hanno caratterizzato l’incontro del Papa con giornalisti durante il volo di ritorno da Yerevan sono stati ripresi con ampia evidenza dalla stampa internazionale. «The Guardian» pone l’accento sull’auspicio di Francesco affinché l’Europa superi contrasti e tensioni e ritrovi un’unità che sappia configurarsi come garanzia di pace e di progresso. Il quotidiano britannico sottolinea che Francesco ha ricordato, a fronte di un’Europa percorsa da divisioni, che l’unità è superiore al conflitto, che i ponti sono migliori dei muri.

L’esigenza, richiamata dal Pontefice, di promuovere lo spirito di accoglienza e di favorire l’occupazione è evidenziata dal «New York Times» che osserva come il Papa, di fronte a qualsivoglia questione e scenario, non manchi mai di pronunciare parole a sostegno dei poveri: è ciò nella consapevolezza, rimarca il quotidiano newyorkese, che non c’è crisi o emergenza nel mondo che non determini pesanti conseguenze anzitutto a danno degli ultimi.

Infatti, in merito alla domanda sugli omosessuali, «The New York Times» rileva che Francesco ha detto che i cristiani non solo devono chiedere scusa ai gay per averli discriminati, ma anche ai poveri, come pure alle donne sfruttate.

Riguardo al termine genocidio usato dal Papa a braccio, «The Guardian» e «The Times» mettono in evidenza che il Pontefice ha spiegato di aver pronunciato quella parola non come un atto d’accusa, ma come una constatazione oggettiva. In particolare «The Guardian» cita il gesuita Federico Lombardi, direttore della Sala stampa della Santa Sede, che ha ricordato come nelle parole del Papa durante il viaggio in Armenia non ci sia mai nulla che mostri una benché minima ostilità verso la Turchia: al contrario, ha sottolineato, Francesco ha più volte esortato l’Armenia e la Turchia a costruire ponti di pace e di riconciliazione.

«La Croix» mette in rilievo, tra l’altro, ciò che il Papa ha detto sul futuro del continente europeo, cioè che deve pensare a una diversa forma di Unione. Come pure evidenzia il fatto che Francesco, nel ricordare che il 28 giugno Benedetto xvi celebra sessantacinque anni anni di sacerdozio, ha sottolineato come il Papa emerito rappresenti per lui un «nonno saggio», un uomo retto e di parola, che gli custodisce le spalle con la sua preghiera.

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23 maggio 2019

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