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Quei granelli di senape
che spostano le montagne

· Sul XII Capitolo ordinario generale delle suore Rosminiane ·

Timide suore? Nient’affatto. Non amano la fama o la notorietà. Eppure il loro carisma, la loro missione nel mondo le pone tra le più preziose collaboratrici di Dio. Sono le suore della Provvidenza, congregazione di vita apostolica, nata nel 1832, dette Rosminiane dal nome del fondatore Antonio Rosmini (1797-1855) e più tardi, nel 1837, da una superiora nella persona di suor Giovanna Camilla Antonietti (1809-1872), piemontese allora ventottenne.

Madre Mary Antonietta Toomey

Si è svolto a Roma, alla Casa generalizia delle suore della Provvidenza, il XII capitolo ordinario generale delle suore Rosminiane; il tema centrale è stato Solo insieme diventiamo tessitrici di speranza nel mondo di oggi. Le venti suore capitolari — giunte da India, Regno Unito, Irlanda, Colombia, Venezuela, Tanzania e Italia — sono state chiamate, tra le altre direttive, all’elezione della madre generale e delle dirette collaboratrici. La scelta delle capitolari, per il prossimo sessennio, è stata quella di confermare madre Mary Antonietta Toomey, già eletta nel 2013.

Nata nel 1948, madre Toomey è la prima superiora generale proveniente dal Regno Unito, anche se è di origini irlandesi. Le suore Rosminiane infatti sono presenti in Inghilterra dal 1843. Nella congregazione, la “Carissima Madre” (è così che deve essere chiamata dalle consorelle, secondo le indicazioni date dal padre Rosmini) ha ricoperto diversi ministeri: in ambito formativo è stata per diversi anni maestra delle giovani suore e delle novizie, ha svolto la funzione di preside nella Scuola di Cardiff, di superiora provinciale del Regno Unito e Irlanda, ed è stata consigliera all’interno del governo generale. «Il nostro dialogare, supportato dall’ascolto dello Spirito Santo, ha reso questi giorni molto fecondi di suggerimenti per il futuro della congregazione», sottolinea madre Toomey, che sarà affiancata dalla vicaria generale suor M. Felistas della Tanzania e dall’italiana suor Carla Cattoretti, economa generale.

Aperta, solare, capace di collaborare e creare buone relazioni, la madre generale — parafrasando il filosofo irlandese David Hume, per il quale il caso non è altro che una verità nascosta — sottolinea che «la vera protagonista della nostra congregazione è la Providence che ne ha guidato gli inizi incerti e continua a vegliare su di noi».

Questo del 2019 è stato un capitolo impegnativo e stimolante, che ha cercato di rispondere alle sfide della nuova evangelizzazione nel lavoro di dodici giorni, focalizzandosi nell’aspetto missionario che è al centro della «nostra vocazione ecclesiale e rosminiana, declinata anche nelle piccole realtà per comunicare la nostra volontà di essere quel granello di senape che sposta le montagne».

Semi che attualmente lavorano nei luoghi del mondo dove sono presenti le suore, occupandosi di quegli “scarti” che la società abbandona. Le rosminiane, infatti, declinando il loro impegno a seconda della situazione del paese in cui vivono, si occupano di assistenza agli anziani, alle ragazze madri, ai bambini abbandonati, ai giovani in difficoltà, ai carcerati, alle persone con disabilità, all’insegnamento e alle attività culturali.

di Roberto Cutaia

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18 settembre 2019

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