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Quei gesti che testimoniano la grandezza della vita

· Il valore profetico della misericordia ·

Vi sono strutture della misericordia? Finora abbiamo considerato la misericordia, secondo il suo contenuto letterale, solo nella pietà personale e spontanea verso i bisognosi. Ma la misericordia funziona solo nell’ambito personale? Se vi sono leggi inumane e strutture asociali, vi sono anche leggi umanamente giuste e strutture socialmente eque. Dunque vi sono anche strutture misericordiose o meno. Le prime comunità cristiane non affrontavano la povertà solo individualmente come il “samaritano misericordioso”; praticavano la nota comunione dei beni protocristiana che ancora oggi vige negli ordini cristiani dei monaci e delle suore.

Di fronte alle chiese medievali sedevano sempre molti mendicanti in modo che i fedeli potessero esercitare verso di loro le buone opere di misericordia e raccogliere per sé un tesoro nei cieli. Senza una cultura della misericordia va perduta la motivazione alla base di una legislazione sociale. L’etica della pietà verso i deboli, i malati e gli anziani deve essere oggi difesa contro la freddezza sociale del neoliberalismo. L’«opzione primaria per i poveri» latino-americana (Medellin 1968) è buona per coloro che non sono poveri e non è dunque un’«opzione dei poveri». Infatti i poveri non hanno optato per la povertà, ne sono prigionieri e cercano una via per uscire dalla povertà verso una vita buona e in comune. I poveri sono tali solo in confronto ai ricchi, non lo sono in sé e sotto altri aspetti; essi hanno doti ed energie proprie che vogliono essere risvegliate e mobilitate. I poveri non vogliono — come tutti noi — essere richiamati a ciò che non hanno, ma essere riconosciuti in ciò che sono. Per questo hanno bisogno non solo di misericordia, ma anche di solidarietà umana, e la sperimentano in una comunità umana solidale.

di Jürgen Moltmann

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19 marzo 2019

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