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Quei dilettanti che mandarono
il mondo allo sbaraglio

· Il 28 giugno 1914 l’assassinio dell’arciduca Francesco Ferdinando ·

L’attentato di Sarajevo del 28 giugno 1914, in cui persero la vita l’arciduca erede al trono dell’Impero asburgico Francesco Ferdinando e sua moglie Sophie Chotek per mano del terrorista bosniaco Gavrilo Princip, rappresenta, al di là di ogni narrazione polemica o leggendaria, il casus belli che portò alla scoppio della prima guerra mondiale. Ovvero di quel conflitto che è unanimemente riconosciuto come la più grande frattura della modernità che delinea una «caotizzazione del cosmo» e un «rimescolamento delle carte del gioco ideologico» che produssero, come evidenziò Musil, «la fine della società classico-borghese» e il compimento, come denunciò Benedetto xv, di «un’inutile strage». Lo scrive Andrea Possieri aggiungendo che da quel fatto terroristico — non certo inconsueto ma tristemente comune per l’epoca — avvenuto in un territorio di frontiera, notissimo per le sue turbolenze e divisioni, prese avvio, dunque, un conflitto devastante per l’Europa con conseguenze profondissime per l’intera storia mondiale.

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21 novembre 2019

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