Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Quegli insediamenti
che ostacolano la pace

· Tensione tra Obama e Netanyahu nel vertice alla Casa Bianca ·

Le nuove costruzioni annunciate a Gerusalemme est allontaneranno Israele dagli alleati più stretti». Sono parole dure quelle pronunciate ieri dal portavoce della Casa Bianca, Josh Earnest, al termine dell’incontro tra il presidente Obama e il premier israeliano, Benjamin Netanyahu. 

Parole che dimostrano la tensione creatasi nei rapporti tra i due storici alleati. E la questione scatenante è sempre la stessa: la politica israeliana sugli insediamenti in Cisgiordania. Una politica — ha ribadito Earnest — di fronte alla quale gli Stati Uniti «sono profondamente preoccupati». E critiche in questo senso sono arrivate anche dal dipartimento di Stato.

Quello di ieri è stato il primo incontro tra Netanyahu e Obama dopo il conflitto di Gaza di questa estate, che ha causato — stando ai dati delle Nazioni Unite — 2100 morti, di cui 500 bambini e 250 donne, tra i palestinesi. I due leader si sono confrontati ampiamente — dicono fonti di stampa — sulle necessità della ricostruzione della Striscia. Tuttavia, il punto di attrito resta quello degli insediamenti in Cisgiordania e in particolare la recente convalida del controverso piano per la costruzione di 2160 unità abitative a Givat Hamatos, nei pressi di Gerusalemme est.

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

16 ottobre 2019

NOTIZIE CORRELATE