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​ Quattro morti nella repressione

· ​Il presidente Maduro aumenta il salario minimo ·

Almeno altri quattro manifestanti dell’opposizione sono stati uccisi in Venezuela nel corso di cortei di protesta contro il presidente Nicolás Maduro. Lo ha confermato il procuratore generale Luisa Ortega Díaz. Secondo fonti locali, inoltre, negli incidenti scoppiati in occasione di un corteo a Barquisimeto nel centro del paese, sono rimaste ferite anche altre otto persone. Le autorità della città hanno accusato le milizie armate che sostengono il governo guidato da Maduro di avere fatto un uso sproporzionato della forza. Sono almeno novanta le persone morte in incidenti scoppiati durante manifestazioni antigovernative dall’inizio delle proteste, tre mesi fa. Ma le proteste non si fermano e nuovi cortei, questa volta in favore del procuratore generale Luisa Ortega Díaz, apertamente critica verso Maduro, si sono svolti a Caracas nelle ultime ore. Il presidente intende allontanare il procuratore dall’incarico, in particolare dopo che nei giorni scorsi ha accusato il comandante del Servizio bolivariano di intelligence (Sebin) Gustavo González López di «gravi e sistematiche violazioni dei diritti umani». Il responsabile del Sebin è sospettato di aver ordinato «perquisizioni arbitrarie, arresti illegali», nonché di «mantenere in stato di arresto persone riguardo alle quali i tribunali competenti hanno emesso legittime ordinanze di liberazione», ha detto Luisa Ortega Díaz. La presa di posizione contro Gustavo González López si aggiunge a quella contro l’’ex comandante della Guardia nazionale, generale Antonio José Benavides Torres accusato a sua volta di «gravi violazioni dei diritti umani». Sulla drammatica situazione è intervenuto anche il cardinale Jorge Liberato Urosa Savino, arcivescovo di Caracas, secondo il quale «si potrebbe parlare di guerra di un governo contro il popolo». Intanto, il presidente ha annunciato un aumento del 50 per cento del salario minimo. Si tratta del terzo rialzo in un anno. 

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17 luglio 2019

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