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Quattro cristiani uccisi in Pakistan

· L’attacco a Quetta rivendicato da un gruppo affiliato all’Is ·

Soccorritori a Quetta trasportano la salma di una delle vittime dell’attacco (Afp)

Quattro cristiani sono stati uccisi ieri a colpi d’arma da fuoco a Quetta, capoluogo della provincia pakistana del Baluchistan, in un attacco che ha provocato anche il ferimento di una minorenne. Stando alle informazioni diffuse dalla polizia, tre delle vittime facevano parte della stessa famiglia mentre la quarta era il conducente del risciò a motore su cui i primi stavano viaggiando. L’agguato è avvenuto nella Shah Zaman Road: i quattro sono stati affiancati da uomini armati a bordo di una motocicletta, che hanno sparato contro di loro, dandosi poi alla fuga. «Le indagini iniziali suggeriscono che l’imboscata è stata tesa a causa della loro fede», ha detto ai giornalisti Moazzam Jah Ansari, capo della polizia provinciale. «Anche il conducente del mezzo era cristiano» ha poi aggiunto. L’attentato terroristico è stato poco dopo rivendicato dai miliziani dello stato islamico nella provincia di Khorasan, gruppo affiliato al sedicente stato islamico (Is). Lo ha confermato il Site Intelligence Group. Più volte, in passato, i militanti jihadisti hanno attaccato i cristiani e altre minoranze religiose nel Baluchistan. A dicembre dello scorso anno, due attentatori suicidi si sono fatti esplodere in una chiesa di Quetta, gremita di fedeli, uccidendo nove persone e ferendone più di una dozzina. I cristiani rappresentano meno del due per cento dei 200 milioni di pakistani e hanno a lungo affrontato discriminazioni e violenze. Il 15 marzo del 2016, due terroristi del gruppo di estremisti appartenenti al Jamaat-ul-Ahrar, affiliato con Tehreek-e-Taliban Pakistan, si fecero esplodere contemporaneamente davanti a due chiese di Youhanabad, un quartiere della città di Lahore, capitale della regione del Punjab provocando almeno 19 morti e oltre settanta feriti.

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07 dicembre 2019

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