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Quattro chilogrammi di storia

· Cardinali e vescovi tridentini ·

“Finestre sul tempo” e “finestre sul mondo”; perfino i nomi degli indici sono originali e poetici nel libro di monsignor Armando Costa, sui generis per molti motivi: il maxiformato, il numero di pagine — poco meno di mille —, il peso specifico delle informazioni raccolte e il peso del volume in senso letterale, quasi quattro chili di pagine stampate in quadricromia. Sui generis anche nel titolo, Cardinali e vescovi tridentini (Trento, Vita Trentina Editrice, 2014, pagine 959, euro 40); più che un nome, una dichiarazione di intenti e un invito a completare e arricchire con nuovi contributi il già vastissimo mare magnum di informazioni raccolte: 1700 anni di storia ecclesiastica trentina ripercorsi attraverso le schede di 205 vescovi che hanno operato nei cinque continenti.

«La sepoltura di san Vigilio» (fine XIV secolo, arazzo, particolare)

Un lavoro iniziato quaranta anni fa per iniziativa di monsignor Alessandro Maria Gottardi, con la raccolta di parecchio materiale, spesso composto da voci molto sintetiche, arricchite nel tempo dalla paziente selezione dei documenti di Armando Costa, ricercatore e storico, per anni insegnante e responsabile dell’ufficio stampa della diocesi. In ordine alfabetico, a partire dal primo millennio fino al ventunesimo secolo, vengono proposte le schede di cardinali e vescovi tridentini per radici familiari, formazione e designazione, col maggior numero possibile di notizie, stemma compreso.

Un lavoro certosino che ha richiesto la collaborazione di numerosi centri di ricerca e di singoli appassionati delle scienze storiche nato per colmare un vuoto che ricorda il malinconico monito del Siracide: «Di loro alcuni lasciarono un nome, perché se ne celebrasse la lode. Di altri non sussiste memoria, svanirono come non fossero esistiti, furono come non fossero mai stati».

I singoli vescovi sono disposti in ordine alfabetico per facilitare la consultazione e fornire materiale prezioso a chi ama le statistiche e le classifiche: tra le famiglie trentine più conosciute, gli Spaur (dieci) e i Thun (quattordici) prevalgono sui Lodron (sei) e sui Madruzzo (cinque). I vescovi sono numerosi in America latina — otto pagine sono dedicate a Josè Gottardi Cristelli (1923-2005) nato a Faida di Piné ma emigrato in Uruguay con i genitori e i fratelli, arcivescovo di Montevideo dal 1985 al 1998 — ma non negli Stati Uniti, che annoverano solo il cardinal Joseph Luis Bernardin.

Tra le storie più sorprendenti, avventurose e ricche di colpi di scena c’è quella di Carlo Varesco, carmelitano scalzo nato a Panchià nel 1725, vescovo titolare di Calamina, nelle Indie orientali — dopo aver tentato più volte di sottrarsi alla “promozione sul campo” — e vicario apostolico di Malabar. Varesco non voleva accettare la nomina; ma non riuscì a convincere i superiori a revocarla, perché tutti ne conoscevano e apprezzavano l’intelligenza e la fede.

di Silvia Guidi

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23 maggio 2019

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