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Quasi solo effetti speciali

· Delude «Exodus - Dei e re» di Ridley Scott ·

Mosè (Christian Bale) cresce alla corte del faraone Seti (John Turturro), che lo tratta con amore come fosse fratello di suo figlio Ramses (Joel Edgerton). Esiliato da quest’ultimo su consiglio della madre (Sigourney Weaver), viene a conoscenza delle sue vere origini. Guidato da Dio, libererà dunque il popolo ebraico dopo quattrocento anni di schiavitù combattendo contro l’esercito di Ramses. Lo scrive Emilio Ranzato aggiungendo che la pagina storica e quella biblica si possono tranquillamente derogare, se questo può rendere più appetibile una loro rappresentazione. D’altronde né l’una né l’altra esistono per essere interessanti o affascinanti, anche se ovviamente possono esserlo. Il problema di Hollywood, però, è che spesso deroga le fonti o senza accorgersene, oppure senza creare qualcosa di significativo.

È in gran parte il caso di questo Exodus - Dei e re di Ridley Scott, i cui meriti rimangono in gran parte sulla superficie strettamente visiva di un prodotto sicuramente spettacolare, che si lascia vedere anche con piacere una volta, ma che non invoglia certo a una seconda visione. Perché al di là di effetti speciali non soltanto divertenti o suggestivi, ma anche piuttosto funzionali al racconto, rimane poco che non si sia già visto o che si poteva serenamente non vedere. Il film, insomma, non aggiunge nulla rispetto agli altri sullo stesso argomento quando si mantiene entro la tradizione iconografica e narrativa, delude quando cerca di dire qualcosa di nuovo.

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20 settembre 2018

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