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Quanto fruttano cinquemila morti

· A fine anno si contano le vittime della tratta e i guadagni dei trafficanti ·

A fine 2016 conteremo 5000 morti nel Mediterraneo. È il drammatico bilancio previsto dall’Alto commissario Onu per i rifugiati, Filippo Grandi, mentre le cifre ufficiali del business sui migranti confermano che tutto ciò frutta ai trafficanti sulle coste libiche fino a 325 milioni di euro l’anno.

Migranti in fuga nella ex Repubblica jugoslava di Macedonia (Afp)

Grandi ha chiesto all’Europa di «riformare il sistema di accoglienza dei migranti», di fronte alla «crisi globale», sottolineando che l’accordo di Bruxelles con la Turchia non è risolutivo e che l’Unhcr propone di considerare la crisi dei migranti come una crisi globale, in cui la Ue può svolgere il ruolo di leader. E Grandi ha chiesto all’Ue di «rafforzare il suo ruolo nella prevenzione dei flussi, supportando gli stati fragili, sia quelli da cui hanno origine i flussi, come Siria, Afghanistan, Somalia, sia quelli che ospitano il 90 per cento dei profughi del mondo, come Libano, Etiopia, Pakistan, Turchia». A questo proposito, l’alto commissario dell’Unhcr ha espresso pieno appoggio alla politica, promossa dall’Italia, dei cosiddetti migration compact che mirano a stabilizzare i flussi nel lungo periodo. Grandi ha annunciato che l’Unhcr presenterà a Bruxelles, la prossima settimana, «un programma dell’Onu di ridistribuzione obbligatoria, cosa che non è accettata al momento da molti stati membri dell’Ue», sottolineando che «il peso non può ricadere solo sui paesi di prima linea». E di responsabilità internazionale ha parlato anche il capo dello stato italiano, Sergio Mattarella, sempre all’incontro «Rome Mediterranean Dialogues» che riunisce nella capitale italiana i rappresentanti di 55 paesi. Ha chiesto «un concreto impegno in Africa» contro «il quotidiano stillicidio di vite umane».

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20 luglio 2019

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