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Quanto costa la sopravvivenza dell'euro

· A Bruxelles il vertice Ue sulla crisi del debito ·

«Non facciamoci illusioni, la situazione è molto seria: è in gioco il futuro dell’euro». Il realismo del presidente della Commissione europea, José Manuel Durão Barroso, sintetizza al meglio il clima che si respira in queste ore a Bruxelles. Nella capitale belga, oggi, si apre il vertice Ue sulla crisi del debito. I mercati restano cauti: le principali Borse del Vecchio Continente hanno fatto segnare un lieve recupero.

Sul piatto la posta è altissima: il nuovo salvataggio della Grecia, ultimo baluardo contro l’effetto contagio e contro il sostanziale crollo della moneta unica. Gli sherpa stanno lavorando da giorni a un accordo. E tuttavia, già si registra un rinvio tutt’altro che irrilevante: l’ultima riunione, quella decisiva, inizialmente fissata nel tardo pomeriggio di ieri, è stata rinviata a oggi, a poche ore dall’inizio ufficiale del summit. Barroso chiede «chiarezza» almeno su cinque punti: le misure previste per stabilizzare la crisi del debito sovrano in Grecia; la fattibilità e i limiti della partecipazione del settore privato all’intervento; i margini per azioni più flessibili da parte del Fondo salva-Stati (Esfs); le necessità del settore bancario; le misure per assicurare la provvista di liquidità al sistema bancario. «È venuto il momento di prendere le decisioni» ha insistito Barroso, ricordando che la maggior parte delle scelte attiene alla competenza degli Stati membri. «I leader hanno detto che faranno tutto il necessario per assicurare la stabilità della zona dell’euro — ha detto Barroso — è venuto il momento per mantenere questa promessa».

Un passo decisivo in direzione di un accordo globale è stato compiuto ieri a Berlino, nel corso del vertice tra il cancelliere tedesco, Angela Merkel, e il presidente francese, Nicolas Sarkozy. L’intesa raggiunta dai due leader è stata definita dall’Eliseo «essenziale, un’indispensabile precondizione per rassicurare i nostri partner», come ha detto il portavoce del Governo francese, Valérie Pécresse. «Dobbiamo costruire il più ampio consenso possibile e il primo mattone di questo consenso è ovviamente una posizione comune» tra Parigi e Berlino.

Il vertice, cui si è aggregato anche il presidente della Banca centrale europea, Jean-Louis Trichet, è durato sette ore. I dettagli dell’intesa non sono stati resi noti. Tuttavia, fonti comunitarie hanno escluso che l’accordo includa l’introduzione di una tassa sulle banche per finanziare il secondo pacchetto di misure per il salvataggio per la Grecia. Secondo il «Financial Times», alcuni Paesi europei premono per un’imposta sul settore del credito dal quale ricavare cinquanta miliardi di euro, cifra che in seguito verrebbe utilizzata per il riacquisto del venti per cento del debito ellenico. Un dato è certo — dicono gli analisti — Berlino non vuole cedere sul coinvolgimento dei privati nel salvataggio ellenico.

Al summit dell’Ue saranno presenti anche banchieri come Josef Ackermann di Deutsche Bank e Badoin Prot di Bnp Paribas. La posizione comune franco-tedesca è stata comunicata al presidente del Consiglio Ue, Herman Van Rompuy, impegnato a incontrare le varie delegazioni in vista del summit. L’intesa potrebbe fornire una base per un accordo tra i Paesi dell’Eurozona.

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