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Quante mani ha la carità

· Identità e scopi degli organismi impegnati nelle opere assistenziali ·

(il testo integrale è disponibile sul sito del Pontificio Consiglio "Cor Unum" -  http://www.corunum.va)

Nel motuproprio di Benedetto XVI Intima Ecclesiae natura si sottolinea che il servizio della carità, dimensione costitutiva della Chiesa, rientra nel dovere di ogni singolo fedele.

 Il testo insiste sulla dimensione pedagogica degli organismi di carità cattolici, che non hanno solo lo scopo di realizzare iniziative di carità, ma anche di animare i fedeli a compierle (articolo 9 § 1). La normativa enumera diversi compiti del vescovo, che ha il dovere di coordinamento a norma del canone 394 § 1. L’articolo 3 § 1 del motuproprio applica a questa legislazione quanto il Codice prevede per autorità competente ai diversi livelli nel canone 312 § 1: in ambito diocesano il vescovo, in ambito nazionale la Conferenza episcopale, in ambito universale la Santa Sede. Come indicazione di principio, è bene ricordare che il documento definisce il vescovo “Pastore, guida e primo responsabile” del servizio della carità (articolo 4 § 1).

Il punto più interessante della normativa è forse quello che riguarda gli organismi. Ed è anche il più difficile, in quanto da una parte il servizio della carità della Chiesa passa attraverso tanti soggetti che lo praticano, dall’altra è estremamente difficile individuarli, enumerarli e classificarli. Il legislatore si è trovato qui a dover cercare un equilibrio tra il citato canone 394 § 1 sul coordinamento, da parte del vescovo diocesano, delle opere di apostolato e tra il canone 215 che riconosce il diritto dei fedeli di associarsi con scopi di carità.

Dal testo si possono elencare i seguenti tipi di organismi. Innanzitutto le Caritas, che sono gli strumenti ufficiali del vescovo per la pastorale della carità nella sua diocesi. La predisposizione del motuproprio è andata di pari passo con la preparazione di nuovi statuti per Caritas Internationalis, la quale lascia del tutto indipendenti ed autonome le singole Caritas, ma svolge un ruolo di coordinamento e di rappresentanza tra di esse. Nel decreto del segretario di Stato che approva gli Statuti viene anche riconosciuto il ruolo speciale di Caritas nella Chiesa cattolica, e dunque nelle singole diocesi, per il suo legame con il vescovo, e, in ambito universale, con la Santa Sede.

Giampietro Dal Toso

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23 maggio 2019

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