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Quante chiese da custodire

· Dalla Turchia all’Inghilterra a rischio la sorte di migliaia di edifici sacri ·

Non c’è solo il caso della basilica di Santa Sofia. A Istanbul, terra di confine tra due continenti e, soprattutto, d’incrocio tra le religioni, a suscitare apprensioni e polemiche è anche la sorte di numerosi altri edifici di culto cristiani. Così, se per Santa Sofia è forte la spinta sul Governo da parte dei più influenti gruppi conservatori islamici perché venga trasformata in moschea, per un altro sito cristiano, il più grande monastero bizantino di Istanbul, il destino  appare segnato. Infatti, il  monastero di Studion,  fondato a Costantinopoli nel 463 dal console Stùdios, entro il 2014 verrà adibito al culto islamico. La notizia, diffusa dalla stampa turca, segue di pochi giorni le dichiarazioni del  vice premier Bülent Arınç, che ha auspicato la trasformazione in moschea di Santa Sofia, provocando anche una risentita reazione del Governo greco, che ha fatto seguito a quella del patriarca ortodosso Bartolomeo.

Tuttavia in tutta Europa sono  migliaia i luoghi di culto che vengono riutilizzati per altre finalità. A occuparsene da qualche tempo è Future for Religious Heritage (Frh), una rete di associazioni, organismi di governo, comunità religiose e università che lavorano per proteggere il patrimonio degli edifici religiosi in tutto il continente. Un caso emblematico è quello dei Paesi Bassi. Secondo Lilian Grootswagers, segretaria del consiglio di Frh e responsabile di Erfgoed.nu, ente olandese per la riqualificazione dei monumenti,  saranno tra i 600 e i 700 gli edifici cattolici a essere dismessi entro il 2018; tra i 400 e i 500 quelli protestanti. Dal Regno Unito arriva   l’esperienza di The Curches Conservation Trust, un ente senza scopo di lucro della comunità  anglicana  che dal 1969 a oggi ha ridato vita a 340 «edifici religiosi storici insostituibili», per «garantire alle future generazione di poterne trarre benefici», come ha spiegato Crispin Truman, responsabile dell’organismo.  Truman è intervenuto  al  seminario organizzato da Frh nei Paesi Bassi, il 4 e il 5 novembre scorsi, sul «patrimonio mobile» degli edifici religiosi (oggetti sacri, arredamenti, tessuti, opere d’arte, sculture).

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15 settembre 2019

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