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Quanta India c'è in Africa

· New Dehli stanzia 9 miliardi di dollari per rilanciare gli investimenti nel continente ·

Il Governo dell'India ha stanziato nove miliardi di dollari entro i prossimi cinque anni per realizzare nuovi progetti e infrastrutture in Africa. Il rilancio degli investimenti indiani è stato deciso durante il vi forum sul partenariato India-Africa, che si è concluso ieri a New Delhi. All'incontro hanno partecipato trentotto ministri di altrettanti Paesi africani ed esperti internazionali, che hanno discusso di circa centoquarantacinque progetti d'impresa finalizzati a rilanciare la cooperazione economica tra le due parti.

A questi, vanno aggiunti diciannove progetti per istituti specializzati che il Governo di New Delhi intende aprire sul territorio africano per favorire lo sviluppo del personale locale. Tra questi organismi — hanno evidenziato i partecipanti alla riunione — spiccano l'istituto Africa-India per il Commercio estero, l'istituto per il Commercio dei diamanti e quello per la Tecnologia e l'Informazione. Nel suo intervento, il ministro indiano per gli Affari esteri, Mallaiah Krishna, ha precisato che molte di queste istituzioni forniranno un sostegno alla formazione di professionisti qualificati in Africa che lavoreranno per le imprese locali o estere.

Secondo i dati più recenti forniti dal ministero indiano e ripresi dalle agenzia di stampa internazionali, le esportazioni dell'India verso l'Africa sono aumentate da 5,6 miliardi di dollari nel biennio 2004-2005 a 14,6 miliardi di dollari tra il 2008 e il 2009, con un conseguente aumento della voce «Africa» nel settore delle esportazioni, dal sei all'otto per cento durante lo stesso periodo.

E all'Africa stanno guardando con sempre maggiore interesse anche gli altri Paesi del Bric (il gruppo degli Stati emergenti che comprende Brasile, Russia, Cina oltre, appunto l'India). Negli ultimi dieci anni, gli interventi del Bric in Africa hanno comportato drastici cambiamenti in campo economico e riattivato l'interesse dei Paesi dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse). Cina, India e Brasile si sono infatti ben presto trasformati rispettivamente nel secondo, sesto e decimo partner commerciale dell'Africa.

Gli scambi commerciali tra i Paesi del Bric — che produce attualmente oltre il quindici per cento del prodotto interno lordo mondiale — e Africa sono passati dai 22.000 miliardi di dollari nel 2000 ai circa 166.000 miliardi di dollari nel 2008. La Cina domina questa relazione tra le maggiori economie emergenti e l'Africa. Con più di 107.000 milioni di prodotti scambiati, i flussi commerciali tra Cina e Africa hanno infatti rappresentato i due terzi del volume totale del Bric, superiori a quelli con l'India (venti per cento), con il Brasile (undici per cento) e con la Russia (quattro per cento).

Lo scorso anno, le relazioni tra la Cina e il continente nero sono diventate ancora più strette, dopo l'annuncio di un grosso prestito a favore degli Stati africani (equivalente al dieci per cento circa degli aiuti ufficiali offerti da tutti i Paesi dell'area Ocse).

Nel periodo 2003-2009, l'India ha investito in oltre trenta progetti. E gli ulteriori stanziamenti decisi ieri hanno confermato il crescente interesse di New Delhi per pianificare investimenti in Africa nel settore agricolo, minerario, della comunicazione e dell'informazione, tecnologico, chimico, di sviluppo infrastrutturale (strade, vie navigabili, porti e aeroporti), energetico, turistico, estrazione petrolifera, educazione, farmaceutica e sanità. Nel periodo 2003-2009, i Paesi del Bric hanno destinato a progetti in Africa circa 60.000 milioni di dollari, avvicinandosi gradualmente ai flussi provenienti dall'Europa (190.000 milioni di dollari), Vicino Oriente (170.000) e Nord America (120.000 milioni di dollari). Il consolidamento delle relazioni tra i Paesi del Bric e l'Africa conferma il processo di continuo decentramento dell'economia mondiale.

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