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​Quando
ridono le carte

· ​Pubblicato in facsimile il Dante Gradenighiano ·

Luca Signorelli, «Dante e Virgilio entrano nel Purgatorio» (1499–1502)

Il Dante Gradenighiano (Sc-Ms.1162) è uno dei libri più preziosi conservati nella Biblioteca Civica Gambalunghiana di Rimini e la sua duplicazione facsimilare prodotta dalla Casa Editrice Imago (Rimini, 2015, pagine 252, 599 esemplari), è una grande opportunità per gli studiosi. Le tre cantiche della Divina commedia, mutile in più punti, sono state scritte e miniate fra gli ultimi anni del XIV e i primi anni del XV secolo. Lo scrive Antonio Paolucci aggiungendo che Giacomo Gradenigo, gentiluomo veneziano che fu in stretti rapporti con la famiglia dei Carraresi e tenne la podesteria di Padova in quegli anni (fra il 1392 e il 1400), era innamorato di Dante. Diplomatico, letterato e fine poeta cortigiano, copiò la Divina commedia, la corredò di un commento che ripropone in forma accresciuta e più organica quello di Jacopo della Lana e arricchì il libro di miniature. Chi sia l’autore (o gli autori) delle illustrazioni è questione ancora disputata nell’ambito degli specialisti (Giordana Mariani Canova, Milvia Bollati). È indubbia tuttavia la presenza di una cultura figurativa improntata al naturalismo padano di matrice bolognese.

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24 maggio 2019

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