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Quando lo sport
applica la Dichiarazione
di Abu Dhabi

· Via Pacis con gli Emirati Arabi Uniti e Athletica Vaticana ·

Applicare anche nello sport i contenuti del «Documento sulla fratellanza umana per la pace mondiale», la dichiarazione firmata dal Papa ad Abu Dhabi: domenica 22 settembre sarà anche questo la Via Pacis, la corsa interreligiosa per le strade di Roma (con partenza e arrivo in via della Conciliazione e passaggio davanti ai luoghi di culto delle diverse religioni), grazie alla collaborazione tra l’ambasciata degli Emirati Arabi Uniti e Athletica Vaticana, la prima associazione sportiva della Santa Sede nata proprio per rilanciare il dialogo tra culture e religioni diverse attraverso concrete iniziative di solidarietà.

Presentando lunedì 9 settembre, nel simbolico scenario dell’Ara Pacis, questa particolare corsa — aperta non solo a campioni e amatori ma anche a famiglie e scuole, con un occhio di riguardo per le le persone più fragili come migranti e disabili — l’ambasciatore degli Emirati Arabi Uniti, Omar Obaid Alshamsi, ha ricordato che Roma «nella sua millenaria storia ha sempre accolto e ospitato cittadini da tutto il mondo, di tutte le razze e religioni, creando così una diversità unica e un esempio di tolleranza». E la Via Pacis è «un evento unico che unisce culture, religioni e popoli in nome della pace e della fratellanza umana», rilanciando «il messaggio espresso dal documento di Abu Dhabi firmato da Papa Francesco, durante la sua storica visita negli Emirati, con il grande imam di Al-Azhar». L’ambasciatore ha richiamato inoltre la coincidenza della Via Pacis «con l’Anno della tolleranza negli Emirati Arabi Uniti che, attraverso gli sforzi concertati tra le nazioni, speriamo possa far raggiungere un messaggio di amore, pace e fratellanza».

Gli ha fatto eco monsignor Melchor Sánchez de Toca, sotto-segretario del Pontificio Consiglio della cultura e presidente di Athletica Vaticana, facendo notare come «la collaborazione tra istituzioni cittadine, comunità di fede e mondo sportivo che si sta vivendo a Roma è sicuramente un modello da esportare in tutto il mondo». Saranno oltre settemila i partecipanti, di 40 Paesi: per tutti a mezzogiorno appuntamento in piazza San Pietro con Papa Francesco per l’Angelus.

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14 ottobre 2019

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