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Quando le reliquie parlano

· Pubblicato il sesto volume dell’epistolario di don Bosco ·

Gli anni di una vita non sono tutti uguali, non hanno lo stesso peso. Il 1878 e il 1879 furono anni molto intensi della vita di don Bosco, il santo fondatore dei Salesiani, delle Figlie di Maria Ausiliatrice, dei Cooperatori Salesiani. Lo scrive Grazia Loparco sottolineando che nel tempo di preparazione al bicentenario della sua nascita, che avvenne il 16 agosto 1815, tra altre pubblicazioni dell’Istituto storico salesiano a servizio di una migliore conoscenza del santo piemontese, è appena uscito dalla Libreria Ateneo Salesiano (Las) il VI volume dell’Epistolario in edizione critica curata da Francesco Motto.

Lo studioso ne ha fatto l’opus magnum del suo pluridecennale studio del fondatore, difatti il primo volume uscì nel 1991, dopo una decina di anni di ricerca a tappeto di lettere sparse un po’ negli archivi (e in case private) di tutto il mondo. La profonda conoscenza dell’autore, dei temi, dei personaggi implicati, e sono tanti di differente estrazione sociale e appartenenza istituzionale, fa sì che i riferimenti interni alle note rimandino agilmente da un caso all’altro, da una tappa all’altra della stessa impresa o questione, che sia di ordine civile o ecclesiale, trattata con l’arcivescovo Gastaldi o il Papa Leone xiii, con un chierico o con un ministro, con una benefattrice o con un console. Lettera dopo lettera, 422 testi per lo più manoscritti, a volte più leggibili, a volte dalla grafia più travagliata, aprono spiragli sul momento psicologico dell’autore, ma soprattutto su temi plurimi quanto concreti, indicatori degli interessi di un sacerdote impegnato a procurare il bene materiale ed eterno di ragazzi spesso svantaggiati rispetto ai cambi sociali e culturali in atto. Dietro ogni ragazzo c’era una famiglia, quella di provenienza, quando c’era, e quella che potenzialmente avrebbe potuto formare a sua volta, maturo nella responsabilità e nei principi religiosi.

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16 settembre 2019

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