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Quando l’amore è contagioso

· Il cardinale Amato a Collevalenza beatifica madre Speranza di Gesù ·

«Una corsa verso la santità»: così il cardinale Angelo Amato ha riassunto la vita di madre Speranza di Gesù, al secolo María Josefa Alhama Valera (1893-1983), durante la beatificazione presieduta a nome di Papa Francesco, sabato 31 maggio, presso il santuario dell’amore misericordioso di Collevalenza di Todi, in Umbria. Qui la religiosa, nata in Spagna, ha vissuto dal 1951 fino alla morte. E qui, nella cripta, riposa il suo corpo, meta ogni anno di di pellegrini da tutto il mondo.

All’omelia il prefetto della Congregazione delle cause dei santi ha ricordato che la stessa beata aveva più volte confidato come intendesse condurre la propria esistenza. «La santità — diceva — consiste nel vivere in Gesù». Perché la sua ansia era la santificazione «costi quel che costi».

Nella lettera apostolica per la beatificazione, Papa Francesco esalta madre Speranza per tre meriti: «come fondatrice di due congregazioni di vita consacrata, le ancelle e i figli dell’amore misericordioso; come testimone della mansuetudine di Dio soprattutto verso i poveri e come promotrice della santità presso il clero diocesano». E in proposito il porporato ha spiegato che il programma di vita di madre Speranza, è riassumibile nel «fare la volontà di Dio, affidarsi alla sua provvidenza, amare il crocifisso, simbolo dell’amore misericordioso». E «con questa fede sconfinata ella attraversò le oscure gallerie del male, dell’incomprensione e dell’umiliazione, uscendo purificata e rafforzata nei suoi propositi».

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26 maggio 2019

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