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Quando diventano
populismi i particolarismi
sono un pericolo

· Il Pontefice ai vescovi orientali cattolici presenti in Europa ·

«I particolarismi che diventano populismi e vogliono comandare e uniformare tutto» sono «un pericolo di questo tempo della nostra civiltà». Da questo ha messo in guardia Papa Francesco incontrando in Vaticano sabato mattina, 14 settembre, i vescovi cattolici orientali presenti in Europa.

Dopo aver ricordato che «l’unità cristiana non è uniformità» — perché l’uniformità è la distruzione dell’unità; e la verità cristiana non è monocorde, ma “sinfonica”» — il Pontefice ha evidenziato come «oggi troppe disuguaglianze e divisioni minacciano la pace». Perciò, ha esortato, occorre «essere artigiani di dialogo, promotori di riconciliazione, pazienti costruttori di una civiltà dell’incontro, che preservi i nostri tempi dall’inciviltà dello scontro». Anche perché, ha fatto notare Francesco, «tanti si fanno risucchiare dalla spirale della violenza, dal circolo vizioso delle rivendicazioni e delle continue accuse reciproche». E invece, al contrario «il Signore ci vuole seminatori miti del Vangelo dell’amore». Come? Sanando le ferite del passato, superando pregiudizi e divisioni, e dando speranza a tutti «camminando fianco a fianco con i fratelli e le sorelle non cattolici». Anzi in proposito Francesco ha confidato: «Sento che la via che ci viene indicata dall’Alto è fatta di preghiera, umiltà e carità, non di rivendicazioni locali, neppure tradizionaliste, no. Il cammino è preghiera, umiltà e carità». 

Il discorso del Papa

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