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Quando Dio chiederà conto

· Nuovo appello di Papa Francesco contro lo sfruttamento e gli abusi sui minori ·

Da piazza San Pietro si è levata stamani, mercoledì 11 giugno, una corale preghiera alla Madonna per i bambini e le bambine che nel mondo vengono «sfruttati con il lavoro e anche con gli abusi». A chiederla Papa Francesco; a elevarla gli oltre cinquantamila fedeli che hanno partecipato all’udienza generale. Il Pontefice ha così voluto richiamare l’attenzione della comunità internazionale su quelle decine di milioni di bambini «che sono costretti a lavorare in condizioni degradanti, esposti — ha ricordato — a forme di schiavitù e di sfruttamento, come anche ad abusi, maltrattamenti e discriminazioni». A questo tema tra l’altro è dedicata la Giornata mondiale che si celebra domani, giovedì 12 giugno.

«I sette doni dello Spirito santo» (Christ Church, Dublino)

Un argomento, quello dello sfruttamento, richiamato dal vescovo di Roma anche nella riflessione sul timore di Dio, con la quale si è concluso il ciclo dedicato, durante l’udienza generale, ai sette doni dello Spirito Santo.

Timore di Dio, ha precisato il Pontefice, non significa avere paura di Dio. Anzi è un dono che ci fa sentire «figli infinitamente amati» da un Padre buono, misericordioso e sempre pronto al perdono. Dunque è necessario essere «pronti a seguire il Signore con umiltà, docilità e obbedienza». Tuttavia, ha messo in guardia Papa Francesco, dobbiamo coglierlo anche come un segnale d’«allarme di fronte alla pertinacia nel peccato».

Sta di fatto che quando una persona «vive nel male, quando bestemmia contro Dio, quando sfrutta gli altri» o quando «vive soltanto per i soldi, per le vanità, o per il potere» allora sì, il timore di Dio deve metterci in allerta. Il Papa ha infine rivolto un avvertimento a quanti hanno «responsabilità e si lasciano corrompere», a quanti vivono «della tratta delle persone e del lavoro schiavo», a quanti «fabbricano armi per fomentare le guerre» e diventano così mercanti di morte: «Nessuno — ha detto — può portare con sé dall’altra parte né i soldi, né il potere, né la vanità, né l’orgoglio. Niente». E ha concluso: «Un giorno tutto finisce» e tutti «dovranno rendere conto a Dio».

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19 luglio 2019

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