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Quali regole per la finanza

· «Caritas in veritate» e crisi globale ·

Da codici culturali, politici ed economici ampiamente condivisi a un policentrismo in cui tutto rischia di divenire relativo. A partire proprio da quelle certezze che per decenni hanno rassicurato l'Occidente: la democrazia come unico modello politico-culturale o il dollaro come valuta di riferimento. La crisi ha avuto l'effetto di scardinare questi parametri, spostando l'asse politico e finanziario del mondo verso oriente e verso sud.

Una sorta di rivoluzione copernicana i cui effetti sono stati amplificati dalla globalizzazione, fenomeno la cui portata non è stata ancora debitamente valutata. Perché — come ha sottolineato il ministro italiano dell'Economia, Giulio Tremonti durante un seminario organizzato dall'Ambasciata d'Italia presso la Santa Sede e dalla Pontificia Università Lateranense nel primo anniversario della Caritas in veritate — mai il mondo era stato esposto a cambiamenti tanto repentini. Un vero stravolgimento avvenuto nei venti anni trascorsi dalla caduta del muro di Berlino allo scoppio della crisi economico-finanzaria, che il ministro Tremonti considera lungi dall'essere superata. Venti anni vissuti pericolosamente in cui sono crollate altre certezze, come quelle dello Stato che garantiva il controllo della ricchezza, o della finanza al servizio dell'economia reale. La forza centrifuga della globalizzazione ha reso marginale il ruolo degli Stati e ha assolutizzato i meccanismi finanziari, divenuti freddamente fini a se stessi nel segno del profitto a ogni costo.

È opinione comune che in questo scenario, privo di punti fermi, siano necessarie delle regole condivise che possano mettere il mondo al riparo da altre crisi globali. Il problema sta nell'intendersi sul tipo di regole che si vogliono promuovere. E su questo punto fondante Tremonti è stato chiaro: bisogna riconsegnare il primato alla politica, perché le norme che in futuro dovranno regolare il mondo della finanza non possono essere scritte da organismi che della finanza vivono, ma dai Governi che devono — o dovrebbero — avere a cuore il benessere dei cittadini.

Negli Stati Uniti la riforma di Wall Street è divenuta uno snodo fondamentale e anche in Europa — pur con tutti i limiti della macchina istituzionale comunitaria — acquista sempre più sostenitori l'idea di regole politiche per l'attività finanziaria.

Può essere allora l'Ocse il foro in cui fare maturare un corpo di norme condivise? Tremonti è di questo avviso visto che proprio all'Ocse ha presentato il suo decalogo per la buona finanza. Un decalogo, approvato dall'organizzazione con sede a Parigi, al cui primo punto si legge che la correttezza, l'integrità e la trasparenza sono le pietre miliari di un'economia che esige il sostegno del pubblico.

Resta da capire su quale fondamenta costruire questa idea di correttezza e integrità finanziaria. E proprio in questo può essere di grande aiuto la Caritas in veritate, che Tremonti ha definito una tabula mundi . L'enciclica di Benedetto XVI è quindi uno strumento prezioso, a patto che — come ha sostenuto Ettore Gotti Tedeschi — venga recepita nella sua totalità, a partire dall'introduzione, che del documento è parte fondamentale. Solo leggendola alla luce della sua premessa la Caritas in veritate rivela infatti una straordinaria forza rinnovatrice e indica che l'uomo deve tornare a essere il fine ultimo di ogni azione economica e politica. Anche per il suo costante riferimento alla legge naturale dalla quale, come hanno ribadito il direttore del nostro giornale e Rino Fisichella — gli onori di casa sono stati fatti dal rettore della Lateranense, il salesiano Enrico dal Covolo, successore dell'arcivescovo Fisichella, presenti tra gli altri monsignor Balestrero, sotto-segretario per i Rapporti con gli Stati, e i vescovi Calcagno, Toso e Sánchez Sorondo — non si può prescindere in questo delicato momento. Per scongiurare per esempio il rischio che settori delicatissimi come la bioetica diventino le prossime terre di conquista di una finanza rapace. Di una finanza che ora più che mai ha bisogno di regole per non impazzire e rivolgersi ancora una volta contro l'uomo.

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22 agosto 2019

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