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Quale sicurezza
senza rispetto dei diritti umani

· ​Cattolici e luterani contro la chiusura del campo profughi di Dadaab ·

Nairobi, 20. «Chiudere il campo di rifugiati di Dadaab avrà senza alcun dubbio conseguenze non solo per centinaia di migliaia di profughi ma per l’intera regione»: è quanto affermano i vescovi del Kenya in una dichiarazione nella quale esprimono la loro profonda contrarietà all’annuncio del Governo di Nairobi di chiudere per «ragioni di sicurezza» quello che è considerato il più grande campo per rifugiati del mondo con oltre 320.000 persone, in maggioranza somali. Una presa di posizione che si somma a quella analoga espressa pochi giorni fa dalla Federazione luterana mondiale.

Dopo aver ricordato che «per anni il Kenya è stato in prima linea nel nobile sforzo umanitario di ospitare i rifugiati provenienti dai Paesi vicini e oltre», i presuli cattolici richiamano i principi della Costituzione e gli obblighi internazionali derivanti dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui rifugiati del 1951 e quella dell’Organizzazione per l’Unità Africana (divenuta nel frattempo Unione africana) del 1968, che «obbliga il Governo a proteggere i rifugiati durante la loro permanenza in Kenya, proibisce ogni forma di ritorno forzato, e mantiene il carattere civile e umanitario dei campi d’accoglienza». In linea dunque, sottolineano i vescovi, «con gli obblighi nazionali e internazionali così come con gli insegnamenti cattolici, chiediamo al Governo di dimostrare un sincero impegno verso le necessità di tutti, senza distinzioni, specialmente dei rifugiati». E pur riconoscendo le preoccupazioni del Governo e la sua determinazione di rafforzare la sicurezza nazionale, l’episcopato, richiamando ancora il dettato costituzionale, ricorda che «si deve perseguire la sicurezza nazionale in accordo con la legge e con il massimo rispetto delle regole legislative, democratiche, dei diritti umani e delle libertà fondamentali». Forte preoccupazione è stata espressa anche dalla Federazione luterana mondiale, che sin dagli anni Novanta gestisce in collaborazione con le Nazioni Unite spazi del campo. Insieme ad altre undici organizzazioni non governative i luterani hanno lanciato un appello al Governo keniota affinché riconsideri l’intenzione di chiudere il campo

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21 settembre 2019

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