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Quale futuro
per Schengen

· Emergenza immigrazione al centro del summit di Davos ·

«Sulla crisi dei migranti si gioca la sopravvivenza di Schengen». Le parole di Christine Lagarde, direttore del Fondo monetario internazionale (Fmi), intervenuta questa mattina al summit del Word Economic Forum a Davos, riportano in primo piano il tema del controllo delle frontiere in Europa a fronte dell’emergenza immigrazione.

Lagarde ha manifestato le preoccupazioni del Fondo per la situazione in Europa che rischia di compromettere non solo l'accordo di Schengen, ma anche i rapporti tra gli Stati membri. Ieri la Commissione Ue è intervenuta sul tema, sottolineando che la sospensione della libera circolazione di persone e merci nei 26 Paesi inclusi nel trattato— si ipotizzava uno stop di due anni — non è sul tavolo. Ciò nonostante, lo scontro sui controlli alle frontiere è ormai aperto. Italia e Germania hanno già chiarito la propria posizione, affermando di opporsi nettamente a qualsiasi tentativo di sospendere Schengen. A ribadirlo è stato questa mattina, sempre a Davos, il ministro dell’Economia italiano, Pier Carlo Padoan, per il quale sarebbe «preoccupante e rischioso» sospendere il trattato. «Alcuni lo hanno fatto e se anche altri Paesi decidessero così, si creerebbe un vulnus pericoloso perché sarebbero risposte nazionali a un problema europeo». Ieri il presidente del Consiglio italiano, Matteo Renzi, ha detto che una sospensione «metterebbe a rischio l’idea stessa d’Europa». Il Governo tedesco, per parte sua, ha ha criticato il Governo austriaco per non essersi consultato con la Berlino nella decisione di introdurre un limite agli ingressi. E ieri il cancelliere tedesco, Angela Merkel, ha assicurato di aver ottenuto dalla Turchia l’impegno a fare «qualsiasi cosa» per ridurre il flusso di migranti verso l’Europa. «Il Governo turco farà ogni cosa per ridurre il numero di rifugiati» ha annunciato Merkel dopo un incontro a Berlino con il premier Ahmet Davutoğlu. Fanno muro invece altri Paesi che vogliono un irrigidimento dei controlli. Il ministro dell’Interno austriaco, Johanna Mikl-Leitner, ha minacciato ieri la Grecia di una «esclusione provvisoria» dallo spazio di Schengen se Atene non rafforzerà ulteriormente i controlli alle frontiere.

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20 maggio 2019

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