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Quale Brasile
domani

· Il voto per le presidenziali ·

Le elezioni presidenziali in Brasile di questa domenica e l’eventuale ballottaggio del 26 ottobre diranno se il più grande Paese latinoamericano punta ancora sul Partito dei lavoratori, che lo guida da tre mandati presidenziali e, soprattutto, se conferma la fiducia a Dilma Rousseff, vincitrice nel 2011, che si ricandida per un nuovo mandato.

I sondaggi, per quel che valgono, danno Rousseff al 47 per cento al primo turno. Segue l’ambientalista Marina Silva — candidata dal Partito socialista dopo la morte in un incidente aereo del leader Eduardo Campo — alla quale viene attribuito il 24 per cento delle intenzioni di voto dei 141 milioni di elettori. Terzo nei sondaggi è Aécio Neves, del partito socialdemocratico, accreditato del 21 per cento. Gli sfidanti della presidente uscente non sono, quindi, riusciti a intercettare i movimenti di protesta — causati dai rincari del trasporto pubblico — che hanno percorso il Brasile nell’ultimo anno e mezzo, soprattutto durante la preparazione dei campionati mondiali di calcio. Bersaglio delle proteste, infatti, sono stati tanto il Governo federale quanto quelli locali, in molti casi guidati dall’opposizione. A chiarire il quadro politico, oltre al voto per la presidenza, sarà quello contemporaneo per 27 governatori, 513 deputati dei Parlamenti locali, i 1.069 deputati di quello federale e 27 senatori (un terzo della Camera alta).

di Pierluigi Natalia

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22 maggio 2019

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