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Quaderni sospesi

· Le tante iniziative sorte per aiutare le famiglie in difficoltà ad affrontare le spese scolastiche ·

L’anno scolastico è ormai alle porte, e i più piccoli non vedono l’ora di poter tornare sui banchi di scuola per rivedere i propri compagni e incominciare un nuovo anno all’insegna del gioco e dell’apprendimento. Un momento di gioia contagiosa, verrebbe quasi da dire, ma che può essere anche fonte di grande disagio economico per le famiglie con figli in età scolare, e in particolar modo per quelle in forte stato di bisogno: la spesa scolastica, infatti, troppo spesso non è altro che la punta dell’iceberg di una situazione economica agli sgoccioli.

È l’Istat a farci comprendere come questo non sia un problema da sottovalutare. Nel giugno scorso è stato infatti presentato un quadro sì stabile, ma ancora sconcertante: nel 2018 sono state stimate oltre 1,8 milioni di famiglie in condizione di povertà assoluta (circa il 7 per cento sul totale dei nuclei domestici) — notevolmente superiore nel Mezzogiorno (9,6 per cento al Sud e 10,8 per cento nelle isole) rispetto alle altre ripartizioni (6,1 per cento al Nord-Ovest e 5,3 per cento al Nord-Est e Centro) — e poco più di 3 milioni di famiglie in condizioni di povertà relativa (l’11,8 per cento del totale).

La spesa scolastica, quindi, incide pericolosamente su questa grande fetta di nuclei familiari, e il problema si fa ancora più complesso se si pensa all’aumento del costo del corredo didattico registrato proprio in questo periodo di pre-anno scolastico 2019. Come riportano infatti gli ultimi dati della Federconsumatori, la voce di spesa scolastica ha subito un aumento dell’1,3 per cento (con punte fino al 3 per cento) rispetto al 2018, portando la spesa totale media a quasi mille euro. L’inizio delle scuole si preannuncia quindi particolarmente oneroso: in media, le famiglie spenderanno 533 euro per il corredo scolastico (contando anche i possibili “ricambi”) e 470,55 euro per libri e dizionari.

In questo quadro, è evidente come anche la spesa per penne, matite e quaderni risulti un grande peso per molte famiglie, un peso rispetto al quale però la macchina sociale si è messa in moto.

Negli ultimi anni, infatti, si sono fatte numerose le iniziative solidali per svincolare almeno di questo peso le famiglie in maggiore difficoltà economica. Prendendo spunto dall’usanza tutta partenopea del cosiddetto “caffè sospeso”, si è diffusa in lungo e in largo per la penisola l’idea di quaderni o matite “sospesi” per aiutare quei nuclei domestici più bisognosi che non possono permettersi questa spesa, ma che possono così disporre di oggetti di cancelleria e cartolibreria già pagati da chi ha avuto il buon cuore e la possibilità di comprarli per loro.

Questo tipo di iniziative “sospese”, in realtà, non sono una novità: dai caffè si è presto passati non solo alla spesa solidale (forse la pratica più diffusa e periodicamente in moto), ma anche a pranzi, cene, pizze, gelati tutti “già pagati”, fino ai giocattoli e agli indumenti per bambini o addirittura alle sciarpe per i senzatetto. Una serie infinita di reti di aiuto si è quindi mobilitata per sostenere in un modo o nell’altro chi si trova maggiormente in difficoltà; ma quella più specifica dei quaderni e delle matite “sospesi” verte tutta sul fondamentale diritto allo studio, primario e impossibile da negare in tutte le sue declinazioni, dalla semplice matita al libro di testo.

L’idea del “quaderno sospeso” è nata nel settembre del 2017 proprio sulle pendici del Vesuvio, nel piccolo comune di Massa di Somma dove il giornalista e consigliere comunale Salvatore Esposito, in collaborazione con l’Associazione Laboratorio, diede il via all’iniziativa nell’unica cartolibreria del paese. «Come si può fare? — spiegava ilmassese.it — Semplice, si passa da Claudia (Cartolibreria su corso Boccarusso nei pressi della piazza) e si lascia una donazione che sarà trasformata in quaderni, penne, matite e pastelli per gli scolari massesi più giovani»; e dalla piccola cartolibreria di un comune di circa cinquemila abitanti, l’idea ha contagiato e continuato a contagiare anche altre cittadine italiane, da Nord a Sud.

Nel 2018, a Cornate d’Adda in provincia di Monza e della Brianza, l’iniziativa della proprietaria di una cartolibreria del paese ha contribuito, da sola, ad aiutare più di sei famiglie presenti nella zona, risvegliando con una semplice locandina la mobilitazione di tanti cittadini. A Lonate Pozzolo (questa volta in provincia di Varese) l’iniziativa è stata riproposta nel 2019 dall’assessore alle Politiche sociali Melissa Derisi in collaborazione con l’associazione Kay La, dopo il grande successo riscosso nel 2018, dove solo nelle prime settimane di attività furono racimolati più di cinquecento euro in grado di aiutare concretamente una dozzina di famiglie. E insieme al piccolo comune del varesotto, è possibile ritrovare iniziative dello stesso genere anche in tanti altri comuni italiani come a Gradisca d’Isonzo e a Villa San Giovanni, dove questo tipo di iniziative trovano grande riscontro e interesse, forti del lavoro congiunto tra le amministrazioni comunali e le associazioni solidali presenti nei rispettivi territori, e grazie alla disponibilità delle cartolibrerie aderenti dove ad oggi è possibile acquistare un buono spesa di uno, due, cinque e dieci euro che poi verrà ridistribuito alle famiglie in situazione di grande disagio economico.

A Roma si è arrivati anche alla “matita sospesa”, un progetto di grande successo lanciato dall’associazione Nonna Roma (con l’aiuto dell’Anpi, dell’Unione degli studenti e dell’organizzazione “Va’ a fa ‘n bene”) presso le cartolibrerie della zona di Villa Gordiani. «Così i genitori che andranno a comprare i materiali per i figli potranno prendere una matita in più e regalarla a un bambino in difficoltà — ha spiegato Alberto Campailla, Presidente dell’associazione Nonna Roma, a «la Repubblica» —. Un gesto che costa davvero poco, ma che può fare la differenza nella lotta alla dispersione scolastica».

di Paola Petrignani

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06 dicembre 2019

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