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Pyongyang pronta al dialogo

· Disponibile anche sull'Aiea ·

Il regime comunista nordcoreano, secondo gli analisti, sembra privilegiare di nuovo il dialogo con gli Stati Uniti, riducendo il rischio di un conflitto armato con la Corea del Sud, dopo le minacce per le manovre militari nel mar Giallo dell'esercito di Seoul. Per la prima volta — dall’inizio della recente grave crisi tra le due Coree — la Cina fa sentire il suo peso sul regime comunista di Pyongyang incitandolo ad accettare il ritorno degli ispettori dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) espulsi nel 2009. Pechino allo stesso tempo ha ribadito la sua netta contrarietà a un'escalation militare nella penisola coreana. Confronto che secondo la Cina non allenterebbe la tensione, esortando invece le parti al dialogo e alla collaborazione. Un primo passo in tal senso da parte della Corea del Nord era stato annunciato da Bill Richardson, ex governatore statunitense del New Mexico, a Pechino dopo una visita di cinque giorni a Pyongyang. Per Richardson ci sono le condizioni per riprendere i colloqui a sei interrotti da due anni. La Cina è il principale partner economico-politico della Corea del Nord e senza il suo sostegno il regime di Kim Jong Il non avrebbe alcun futuro. Ma la Corea del Nord deve rientrare nel Trattato di non proliferazione nucleare (Tnp) prima di una visita degli ispettori dell’Aiea ai suoi impianti. A chiederlo è stato un funzionario di Seoul citato dall’agenzia Yonhap. Un invito considerato dal funzionario, di cui l’agenzia non fa il nome, un vecchio trucco. «La Corea del Nord potrebbe semplicemente in questo modo cercare di ottenere una giustificazione al suo programma di arricchimento dell’uranio», ha affermato ancora il funzionario di Seoul. «Se la Corea del Nord avesse intenzioni serie in materia di ispezioni internazionali, allora dovrebbe prima rientrare nel Tnp» da cui si era ritirata nel 2003. «E per poter rientrare nel Tnp tutti i programmi nucleari devono essere congelati e accantonati».

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