Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Pyongyang
lancia altri tre missili

· Tensione altissima al trentottesimo parallelo ·

 Tensione altissima al 38° parallelo. Dopo settimane di minacce, Pyongyang ha lanciato oggi «diversi missili», tutti a corto raggio, in direzione nord-est. Gli ordigni sono caduti in mare dopo aver percorso una distanza di circa 250 chilometri. L’intelligence militare di Seoul sta ora esaminando le tracce radar e altre informazioni sui lanci. Il presidente sudcoreano, Moon Jae-in, è stato informato e sta valutando la situazione. Le forze militari statunitensi e sudcoreane — è stato comunicato — andranno avanti con le loro esercitazioni congiunte in corso «anche più a fondo».

Display a Seoul mostra la direzione dei missili di Pyongyang  (Ap)

La provocazione è stata lanciata dalla provincia di Ganwon e i missili sono caduti — stando alle ultime ricostruzioni — nelle acque tra la penisola coreana e il Giappone. Non si tratterebbe — dicono gli esperti — di un lancio pericoloso o che lascerebbe pensare a un innalzamento della minaccia. Il secondo dei tre missili sarebbe anche esploso subito dopo il via e gli altri, secondo fonti del Pentagono, «non avrebbero completato la traiettoria». Senza dubbio, al di là dell’efficacia o meno del lancio, il gesto di Pyongyang è l’ennesimo guanto di sfida nei confronti di Washington, e questo nonostante un certo abbassamento di toni registrato negli ultimi giorni. «Hanno incominciato a mostrare rispetto verso di noi» aveva detto qualche giorno fa il presidente statunitense, Donald Trump, mostrando ottimismo. «Qualcosa di positivo può venirne fuori» aveva detto. Anche il segretario di stato Rex Tillerson aveva notato nei giorni scorsi che «la Corea del Nord si sta finalmente comportando con moderazione».

La partita coreana appare dunque sempre più complicata. La strada del negoziato, al momento, appare quindi evidentemente sbarrata. Gli esperti stanno cercando di capire che gli ultimi lanci sono solo esercitazioni oppure mosse per nascondere armi ben più potenti. La Cina ha cercato nelle scorse settimane di mediare tra Stati Uniti e Corea del Nord. Il presidente Xi Jinping ha esortato tutte le parti coinvolte a «evitare retorica o azioni tali da peggiorare la situazione sulla penisola coreana». La Corea del Nord ha minacciato anche di attaccare l’isola di Guam, dove si trova un’importante base delle forze degli Stati Uniti nel Pacifico. 

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

14 novembre 2019

NOTIZIE CORRELATE